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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Trucchi e News sulla Tecnologia]]></title>
	<link>https://www.msni.it/blog/group/6347/all</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41573/che-cos-ytimgcom</guid>
	<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 12:04:38 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41573/che-cos-ytimgcom</link>
	<title><![CDATA[Che cos'è YTimg.com]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Molte volte durante la navigazione di un sito web, ci troviamo con il browser rallentato ed un interminabile caricamento ci appare nella barra in basso con la frase:</p>
<h2><span>Waiting for s.</span><span>ytimg</span><span>.com</span></h2>
<p>&nbsp;Nulla di preoccupante, YTimg, non &egrave; altro che il server <a rel="nofollow" href="https://connectu.it/blog/view/22575/che-cos-akamaihdnet-" target="_self" title="CDN">CDN</a> in cui Youtube, salva i propri file IMMAGINE, ovvero, volendo spiegare la dicitura: YT = <a rel="nofollow" href="https://connectu.it/videos/all" target="_blank" title="Youtube videos">YouTube</a>, IMG = images. La lettera davanti al server, (<em>ad esempio&nbsp;i.</em><span><em>ytimg.com</em>)&nbsp;</span>corrisponde semplicemente all'iniziale del server che state usando.</p>
<p>Si tratta di una forma di sicurezza preventiva messa in atto da YouTube, per evitare che i propri server vengano sovracaricati o peggio Hackerati, ed (<em>almeno nelle aspettative</em>) offrire la preview di un video con maggiore velocit&agrave;. <br>Una curiosit&agrave;: persino il logo di YouTube &egrave; ospitato su questi server.</p>
<p>Negli ultimi tempi pero' a causa dei molteplici aggiornamenti del Player Flash questi caricamenti stanno raggiungendo tempi biblici.</p>
<p>&nbsp;Se volete spaerne di Pi&ugrave; potete aprire il vostro Flash Player, accedendo dal pannello di controllo, e scoprire come questo possa accedere persino alla Vs. WebCam e al microfono.&nbsp;<br>Ovviamente consigliatissimo disabilitare questa opzione.&nbsp;</p>
<p><img src="https://blog.chron.com/helpline/files/2013/04/grumpy1.jpg" alt="Flash Player accede alla web cam" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il motivo per cui queste opzioni sono abilitate, &egrave; che <a rel="nofollow" href="https://connectu.it/videos/all" target="_blank" title="Youtube videoclip">YouTube</a>, permette di accedere/registrare i video in diretta, fatto che pu&ograve; tornare utile in alcuni casi, ma nella normalit&agrave; dell'uso quotidiano &egrave; assolutamente inutile se non sconsigliato.</p>
<p>La vs. Privacy in ogni caso <strong>NON &egrave; a rischio</strong> se accedete dal PC di casa, diverso il discorso quando ci si trova in un Internet Point o si utilizza un Wi Fi libero, in ogni caso <strong>NON si tratta di un VIRUS</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/27422/i-bitcoin-sono-un-bene-di-propriet-non-una-moneta</guid>
	<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 06:51:08 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/27422/i-bitcoin-sono-un-bene-di-propriet-non-una-moneta</link>
	<title><![CDATA[i Bitcoin sono un bene di proprietà, non una moneta]]></title>
	<description><![CDATA[<p id="TWP18">Nel corso della giornata di ieri l'IRS - Internal Revenue Service (il fisco Statunitense) ha&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.irs.gov/uac/Newsroom/IRS-Virtual-Currency-Guidance">pubblicato una nota</a>&nbsp;con la quale prende, finalmente, una posizione chiara in materia di fisco e Bitcoin. Questi ultimi e, in generale,&nbsp;<strong>tutte le valute virtuali saranno considerate una propriet&agrave; e non una moneta</strong>.</p>
<p><img src="https://www.wallstreetitalia.com/wp-content/uploads/2015/12/bitcoin.jpg" alt="image" width="600" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p id="TWP19">Ci&ograve; sta a significare che i possessori di Bitcoin potranno dover pagare le tasse sull'eventuale utile maturato quando il valore della criptovaluta cresce, ma potranno quindi anche dedurre le eventuali perdite se il loro valore scende, esattamente come fossero dei titoli azionari</p>
<p id="TWP20">"In alcuni ambienti la valuta virtuale viene usata come una vera moneta, ma non ha corso legale in alcuna giurisidzione. Per gli scopi fiscali statunitensi la valuta virtuale &egrave; trattata come propriet&agrave; e i principi di tassazione che si applicano alle transazioni di propriet&agrave;, si applicano anche alle transazioni che usano valute virtuali" afferma l'IRS.</p>
<p id="TWP21"><strong>La decisione dell'IRS ha effetto immediato</strong>&nbsp;e la mancata ottemperanza sar&agrave; oggetto di sanzioni. L'IRS ha comunque assicurato una certa clemenza se la mancata ottemperanza nel passato &egrave; giustificata da una motivazione ragionevole, e la mancanza di una decisione in merito &egrave; probabilmente ascrivibile alle "motivazioni ragionevoli".</p>
<p id="TWP22">Questa decisione mette quindi coloro i quali utilizzano le valute virtuali come investimento nelle condizioni di poter&nbsp;<strong>sfruttare la tassazione per i capital gain</strong>, mentre coloro i quali usano le valute virtuali come mezzo di scambio saranno costretti molto probabilmente a sbrigare qualche obbligo burocratico. E' inoltre importante osservare che i miner di valute virtuali dovranno presentare i propri guadagni come utile tassabile e saranno soggetti alla&nbsp;<strong>payroll tax americana</strong>&nbsp;(fondamentalmente i contributi previdenziali) se il mining &egrave; parte di un'attivit&agrave;.</p>
<p id="TWP23">Come detto, l'IRS &egrave; un'agenzia statunitense e pertanto la decisione si applica solamente ai cittadini statunitensi o a coloro i quali sono nelle condizioni di dover rispettare eventuali oneri con il fisco americano. E' comunque&nbsp;<strong>verosimile supporre che questa decisione possa essere presa come riferimento e modello dagli altri paesi del mondo</strong>&nbsp;che ancora non hanno preso una posizione chiara sulle valute virtuali e sulle loro implicazioni fiscali.</p>
<p id="TWP24">Infine segnaliamo che l'IRS ha&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.irs.gov/pub/irs-drop/n-14-21.pdf" target="_blank">pubblicato un interessante PDF</a>&nbsp;contenente una serie di FAQ che approfondiscono ulteriormente le conseguenze della nuova decisione.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/13410/owncloud-la-cloud-opensource-da-farsi-in-proprio</guid>
	<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 09:52:13 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/13410/owncloud-la-cloud-opensource-da-farsi-in-proprio</link>
	<title><![CDATA[OwnCloud: la cloud open-source da farsi in proprio]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I servizi cloud stanno prendendo sempre pi&ugrave; piede e la loro comodit&agrave; &egrave; indubbia, ma alzi la mano chi non ha trovato almeno un difetto in ognuno dei servizi cloud offerti dalle aziende pi&ugrave; conosciute, Microsoft, Apple, DropBox etc.</p>
<p>C'&egrave; chi storce il naso all'idea di caricare la propria musica su un server di propriet&agrave; di qualcun altro, chi si preoccupa per la privacy dei propri dati o chi, semplicemente, ritiene che lo spazio messo a disposizione sia troppo poco.</p>
<hr>
<p>Drizzate le orecchie voi scontenti, perch&egrave; sta per esiste il tool <strong>OwnCloud</strong>, un programma basato su Linux che permetter&agrave; a chiunque di creare la propria rete di servizi cloud.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OwnCloud si installa, come detto, su un sistema Linux, ad essere sinceri la sua configurazione non si pu&ograve; proprio definire user-friendly, ma l'installazione su Open SUSE ne facilita i passi (visto che &egrave; stato creato da ex sviluppatori di SUSE).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://i.zdnet.com/blogs/owncloud.png?tag=siu-container;attachment_10013" alt="image" width="500" height="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un programma server, che installato su di un PC, permette di accedere ai file contenuti al suo interno tramite una semplice interfaccia web.</p>
<p>Fornisce, inoltre, un semplice e potente sistema per la sincronizzazione di dati, contatti, calendario e quant'altro, &egrave; perfino compatibile con le offerte cloud gi&agrave; citate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OwnCloud &egrave; stato finora sviluppato come programma open-source, ma un'azienda commerciale &egrave; appena intervenuta per prenderne in mano lo sviluppo e aggiungervi quelle caratteristiche che lo renderanno di facile uso per l'utente finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://owncloud.org/" target="_blank" title="OwnCloud.org"><strong>Sito OwnCloud</strong></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/15331/fibre-ottiche-sotto-lartico-per-connettere-giappone-e-gran-bretagna-ad-alta-velocit</guid>
	<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 07:55:22 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/15331/fibre-ottiche-sotto-lartico-per-connettere-giappone-e-gran-bretagna-ad-alta-velocit</link>
	<title><![CDATA[Fibre ottiche sotto l'Artico per connettere Giappone e Gran Bretagna ad alta velocità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La scorsa estate &egrave; stata fatta la posa dei <strong>cavi sottomarini in fibra ottica che connetteranno Giappone e Regno Unito</strong>, si inizier&agrave; con tre cavi, due dei quali raggiungeranno il Canada, per poi passare sotto l'Oceano Artico vicino le coste del paese degli aceri, mentre il terzo costegger&agrave; la Russia.</p>
<p><img src="https://www.extremetech.com/wp-content/uploads/2012/03/russian-cable-300x292.jpg" alt="image" width="300" height="292" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il progetto &egrave; guidato dalla <a rel="nofollow" href="https://www.extremetech.com/extreme/122989-1-5-billion-the-cost-of-cutting-london-toyko-latency-by-60ms">ExtremeTech</a> e dovrebbe portare all'abbattimento delle latenze tra Londra e Tokio, passando <strong>dagli attuali 230 millisecondi a 170 ms</strong>, una riduzione di circa il 26%.</p>
<p>Il costo dei cavi varia dai 600 milioni fino a 1.5 miliardi di dollari ognuno, dunque un abbassamento delle latenze del 26% potrebbe sembrare irrisorio se paragonato ai costi di posa, ma va considerato che queste connessioni saranno sfruttate anche dalle societ&agrave; che operano sulla borsa telematica, per queste la riduzione della latenza porter&agrave; grossi benefici economici (sottoforma di dividendi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attualmente le connessioni tra UK e Giappone avvengono attraverso cavi che passano sul territorio europeo, attraversano l'oceano Atlantico ed il Pacifico, passando anche attraverso il Nordamerica. I nuovi cavi percorreranno meno distanza, inoltre essendo posati sotto un mare che resta ghiacciato per la maggior parte dell'anno, saranno al sicuro lontani dalle rotte di navigazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto non ha l'unico scopo di velocizzare i collegamenti tra le due nazioni, un obiettivo secondario, ma comunque molto importante, &egrave; quello di creare un <strong>collegamento ridondante</strong>. I cavi sottomarini sono spesso a rischio di rottura a causa delle ancore delle navi, ad esempio i territori africani, il Medio Oriente e l'Asia hanno spesso avuto a che fare con interruzione dei servizi Internet a causa di cavi danneggiati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/22052/vulnerabilit-router</guid>
	<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 14:11:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/22052/vulnerabilit-router</link>
	<title><![CDATA[Vulnerabilità router]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una societ&agrave; specializzata sulla sicurezza informatica,, La Rapid7,&nbsp;&nbsp;ha&nbsp;<strong>scoperto una nuova vulnerabilit&agrave; sui router.</strong></p>
<p>Questa vulnerabilit&agrave; sui router potrebbe<em>&nbsp;consentire un accesso remoto</em>&nbsp;sul nostro computer consentendo l&rsquo;accesso ai nostri dati o permettendo di installare del codice malevole.</p>
<p><img src="https://www.oversecurity.net/wp-content/uploads/2010/06/alice-router.jpg" alt="router a rischio" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il problema &egrave; al quanto diffuso, poich&eacute;&nbsp;<strong>colpirebbe 40/50 milioni di dispositivi</strong>&nbsp;suddivisi in oltre 6900 modelli delle diverse marche.</p>
<p>Un problema trasversale che riguarda la&nbsp;<strong>sicurezza del protocollo UPnP</strong>&nbsp;(plug and play) che si occupa di gestire il riconoscimento in automatico dei dispositivi da parte del sistema operativo.</p>
<p>La Rapid7 ha scoperto che<strong>&nbsp;molti dispositivi</strong>&nbsp;alla scansione degli indirizzi IPV4&nbsp;<strong>hanno risposto alle richieste anche gli UPnP</strong>, nonostante non sia un protocollo &nbsp;progettato per inviare dati in rete.</p>
<p>Tale protocollo &egrave; utilizzato anche da stampanti, fotocamere, smart tv e cos&igrave; via.</p>
<p>Per&nbsp;<strong>verificare la vulnerabilit&agrave; sui router</strong>, Rapid7 ha messo a disposizione gratuitamente un software da scaricare e installare per verificare se il nostro router rientra fra quelli affetti da questo problema, oppure in alternativa, possiamo direttamente con un tool online avviare una scansione per controllare che il nostro dispositivo sia in ordine.</p>
<div id="attachment_9791"><img src="https://3.bp.blogspot.com/-YjBueqa13pA/VVw9_0LZFqI/AAAAAAAAi-Q/z3LHU3a1sY4/s1600/hacking-router.jpg" alt="vulnerabilit&agrave; sui router" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Rapid7: Scan per vulnerabilit&agrave; sui router</p>
</div>
<p>Per verificare, inoltre, che la&nbsp;<strong>vulnerabilit&agrave; sui router</strong>&nbsp;non includa il nostro apparecchio, possiamo consultare la lista di tutti i dispositivi router che hanno questo problema di sicurezza.</p>
<p>Tale elenco riporta la<strong>&nbsp;marca e i modelli</strong>, se il nostro router rientra nella lista o non passa il test allora abbiamo un problema di sicurezza da risolvere.</p>
<h2><span>Vulnerabilit&agrave; sui router: Cosa possiamo fare per risolvere il problema causato dall&rsquo; UPnP?</span></h2>
<p>A questo problema non esiste una soluzione unica per tutti, ma possiamo verificare se&nbsp;<strong>esistono aggiornamenti del firmware</strong>&nbsp;del nostro router in grado di eliminare questa falla di sicurezza, o in alternativa, possiamo contattare il &nbsp;provider che fornisce la connessione Internet per vedere se possono guidarci nella soluzione del problema.</p>
<p>Un&rsquo; alternativa &egrave; di&nbsp;<strong>disabilitare il servizio UPnP</strong>, anche in questo caso sar&agrave; necessario contattare il produttore del dispositivo per vedere la procedura da seguire o in alternativa cercare informazioni sui motori di ricerca per controllare eventuali informazioni in merito.</p>
<p>Nel caso in cui non si volesse rinunciare alla funzione UPnP<em>, l&rsquo;alternativa &egrave; di acquistare</em>&nbsp;un nuovo router che non sia affetto da questa vulnerabilit&agrave;.</p>
<p>Link per&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.4shared.com/office/OCSvL3wh/vulnerabilit_router_upnp.html" target="_blank" title="lista router">scaricare la lista dei router.</a></p>
<p>Link per accedere allo&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://upnp-check.rapid7.com/" target="_blank" title="scanner upnp router">scanner online per verificare la vulnerabilit&agrave; sui router</a>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/22229/router-nuove-vulnerabilit</guid>
	<pubDate>Mon, 23 May 2016 07:53:42 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/22229/router-nuove-vulnerabilit</link>
	<title><![CDATA[Router nuove vulnerabilità]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una societ&agrave; americana di sicurezza informatica, ha&nbsp;<strong>scoperto una nuova vulnerabilit&agrave; sui router.</strong></p>
<p>Questa vulnerabilit&agrave; sui router potrebbe<em>&nbsp;consentire un accesso remoto</em>&nbsp;sul nostro computer consentendo l&rsquo;accesso ai nostri dati o permettendo di installare del codice malevole.</p>
<p>Il problema &egrave; pi&ugrave; diffuso di quanto si potrebbe pensare, poich&eacute;&nbsp;<strong>colpisce 40/50 milioni di dispositivi</strong>&nbsp;suddivisi in oltre 6900 modelli delle diverse marche.</p>
<p>Un problema trasversale che riguarda la&nbsp;<strong>sicurezza del protocollo UPnP</strong>&nbsp;(<em>plug and play</em>) che si occupa di gestire il riconoscimento in automatico dei dispositivi da parte del sistema operativo.</p>
<p>La societ&agrave; ha scoperto che<strong>&nbsp;molti dispositivi</strong>&nbsp;alla scansione degli indirizzi IPV4&nbsp;<strong>hanno risposto alle richieste anche gli UPnP</strong>, nonostante non sia un protocollo &nbsp;progettato per inviare dati in rete.</p>
<p>Tale protocollo &egrave; utilizzato anche da stampanti, fotocamere, smart tv e cos&igrave; via.</p>
<p>Per&nbsp;<strong>verificare la vulnerabilit&agrave; sui router</strong>, la Rapid7 (<em>che ha scoperto il problema</em>) &nbsp;ha messo a disposizione gratuitamente un software da scaricare e installare per verificare se il nostro router rientra fra quelli affetti da questo problema, oppure in alternativa, possiamo direttamente con un tool online avviare una scansione per controllare che il nostro dispositivo sia in ordine.</p>
<div id="attachment_9791"><img src="https://3.bp.blogspot.com/-YjBueqa13pA/VVw9_0LZFqI/AAAAAAAAi-Q/z3LHU3a1sY4/s1600/hacking-router.jpg" alt="Upnp sui router" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Rapid7: Scan per vulnerabilit&agrave; sui router</p>
</div>
<p>Per verificare, inoltre, che la&nbsp;<strong>vulnerabilit&agrave; sui router</strong>&nbsp;non includa il nostro apparecchio, possiamo consultare la lista di tutti i dispositivi router che hanno questo problema di sicurezza.</p>
<p>Tale elenco riporta la<strong>&nbsp;marca e i modelli</strong>, se il nostro router rientra nella lista o non passa il test allora abbiamo un problema di sicurezza da risolvere.</p>
<h2><span>Vulnerabilit&agrave; sui router: Cosa possiamo fare per risolvere il problema causato dall&rsquo; UPnP?</span></h2>
<p>A questo problema non esiste una soluzione unica per tutti, ma possiamo verificare se&nbsp;<strong>esistono aggiornamenti del firmware</strong>&nbsp;del nostro router in grado di eliminare questa falla di sicurezza, o in alternativa, possiamo contattare il &nbsp;provider che fornisce la connessione Internet per vedere se possono guidarci nella soluzione del problema.</p>
<p>Un&rsquo; alternativa &egrave; di&nbsp;<strong>disabilitare il servizio UPnP</strong>, anche in questo caso sar&agrave; necessario contattare il produttore del dispositivo per vedere la procedura da seguire o in alternativa cercare informazioni sui motori di ricerca per controllare eventuali informazioni in merito.</p>
<p>Nel caso in cui non si volesse rinunciare alla funzione UPnP<em>, l&rsquo;alternativa &egrave; di acquistare</em>&nbsp;un nuovo router che non sia affetto da questa vulnerabilit&agrave;.</p>
<p><a href="https://www.4shared.com/office/OCSvL3wh/vulnerabilit_router_upnp.html" target="_blank" title="lista router">Scaricare la lista dei router.</a></p>
<p><a href="https://upnp-check.rapid7.com/" target="_blank" title="scanner upnp router">Scanner online per verificare la vulnerabilit&agrave; sui router</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42701/facebook-in-arrivo-i-messaggi-usa-e-getta</guid>
	<pubDate>Thu, 05 May 2016 07:54:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42701/facebook-in-arrivo-i-messaggi-usa-e-getta</link>
	<title><![CDATA[Facebook, in arrivo i messaggi usa e getta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo aver svenduto per anni la nostra Privacy, in cambio di una misera CHAT, forse un barlume di speranza si staglia all'orizzone, e a darcene notizia &egrave; proprio Facebook</p>
<p>Sebra che da qualche tempo la privacy e sicurezza online vogliano essere i pilastri attorno ai quali i giganti dell'ICT vorranno costruire una parte fondamentale delle proprie strategie web.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/-uTjH1DCR-Eg/Vwo7MVvHAhI/AAAAAAAAUb8/drWMEasAi6IFm_ElJOV50irAkANnjbHDA/s1600/WhatsApp-end-to-end-encryption-security.png" alt="messaggi usa e getta" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Appena qualche settimana fa, agli inizi di aprile, &egrave; stato &nbsp;WhatsApp (che orbita attorno al gigante Facebook) ad annunciare che da qual momento in poi tutti i messaggi che passeranno sulla loro piattaforma, saranno protetti da crittografia end to end.</p>
<p>Oggi, alcune indiscrezioni pubblicate su Twitter da iOSAppChanges, hanno svelato per mezzo di uno screenshot, una versione di Messenger per iPhone che consentir&agrave; di impostare un lasso di tempo sopo il quale i messaggi inviati si cancelleranno automaticamente: da 1 a 15 minuti, o in alternativa 1 o 4 o 24 ore.</p>
<p>Una nota di merito: finalmente i messaggi che si autodistruggono, e saranno a prova di privacy. L'idea comunque non &egrave; nuova, in quanto sono gi&agrave; presenti su alcune app per la chatt via cellulare, come ad esempio Snapchat a Telegram.</p>
<p>Nel caso venisse applicata, per&ograve; si parla di circa un miliardo di persone interessate, se la novit&agrave; venisse messa in pratica da Messenger.<br>Oltretutto per le aziende sta diventando improponibile mantenere sui propri server milioni di discussioni stupide o inutili, tipo, arrivo tra 10 minuti, butta la pasta, o quanto mi manchi.</p>
<p>staremo a vedere&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/13342/fertilit-a-rischio-con-il-wifi</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 08:32:36 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/13342/fertilit-a-rischio-con-il-wifi</link>
	<title><![CDATA[Fertilità a rischio con il wi-fi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra che basti avere un laptop o un tablet sulle gambe, connesso con il wi-fi per nuocere alla motilit&agrave; degli spermatozoi, senza considerare possibili future ricadute genetiche. Questo &egrave; il risultato di una ricerca pubblicata su Fertility and Sterility.</p>
<p>Il lavoro coordinato da Conrado Avendano di Nascentis Medicina Reproductiva di Cordoba necessita di conferme e quindi di ulteriori approfondimenti, ma &egrave; gi&agrave; molto criticato.</p>
<p>Per il momento, stando ai risultati dell&rsquo;esperimento, gli scienziati affermano che sono sufficienti appena 4 ore di utilizzo di un pc portatile collegato ad una rete wi-fi per rendere immobili gli spermatozoi che, nel frattempo, subirebbero anche mutazioni genetiche.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.zazaki.net/images/news/laptop-zerar-dano-mrdeyye-1387.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;esperimento &egrave; stato portato a termine utilizzando il seme di 29 volontari. La met&agrave; di ogni campione di sperma &egrave; stata esposta alla vicinanza di un laptop connesso ad una rete wireless. All&rsquo;altra met&agrave; &egrave; invece stato risparmiato il trattamento del portatile connesso senza fili, pur essendo conservata nelle stesse condizioni dell&rsquo;altra.</p>
<p>In sintesi, dopo 4 ore di esposizione al laptop un quarto degli spermatozoi &egrave; risultato privo di qualunque mobilit&agrave; , mentre il 9% del seme maschile presentava danni al Dna.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Luana Mattia</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42164/il-sarcasmo-non-viene-recepito-nei-messaggi-email</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 08:19:36 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42164/il-sarcasmo-non-viene-recepito-nei-messaggi-email</link>
	<title><![CDATA[Il sarcasmo non viene recepito nei messaggi email]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quando si riceve un messaggio di testo, o un messaggio su whatsapp o e-mail &egrave; veramente difficile capire se chi l'ha scritta fosse serio o intendessa fare del sarcasmo ironico. <br>Alcuni ricercatori americani hanno fatto una serie di test per analizzare la comprensione del sarcasmo e in generale delle emozioni di chi legge nei messaggi di testo.</p>
<p>Senza l&rsquo;aiuto di quelli che vengono definiti &nbsp;i segnali paralinguistici, come ad esempio i gesti, gli accenti e soprattutto l'intonazione della voce, risulta molto difficile comprendere emozioni e tono del discorso unicamente attraverso la posta elettronica.</p>
<p><img src="https://blog.pianetadonna.it/lemigliorinotizie/wp-content/uploads/2015/07/sms.jpg" alt="messaggi non capiti" width="250" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>Cinque esperimenti suggeriscono che questa limitazione &egrave; talvolta sottovalutata, tant'&egrave; che le persone pensano di riuscire comunicare tramite e-mail allo stesso modo di quanto avviene dal vivo. <br>Va per&ograve; sottolineato che malgrado vi sia un eccesso di fiducia sulle capacit&agrave; di &ldquo;trasmettere le emozioni&rdquo;, questo non vuol dire che non sia possibile farlo: anzi.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi ( oltre l' 85%) il destinatario comprende esattamente il senso di quanto ha scritto il mittente, ed &egrave; dunque solo nel 15% dei casi che ironia e sarcasmo non vengono compresi. Una percentuale abbastanza ridotta (in soldoni circa ad 1 messaggio su 6), ma comunque sufficiente a creare incidenti, per cos&igrave; dire, &nbsp;diplomatici.</p>
<p>Gli studi suggeriscono che tale l&rsquo;eccesso di confidenza nasce dall&rsquo;egocentrismo, dalla difficolt&agrave; intrinseca di distaccarsi dal proprio punto di vista di valutare il punto di vista di qualcun altro, che &ldquo;sente&rdquo; la comunicazione che riceve in modo diverso (anche per motivi ambientali, dovuti al contesto in cui si trova a leggere la mail) rispetto chi l&rsquo;ha scritta.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/11143/le-invenzioni-pi-pazze</guid>
	<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 08:48:24 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Le invenzioni più pazze]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ecco un paio di occhiali da sole per registrare di nascosto in alta definizione e pubblicare i tuoi video&nbsp; direttamente su Facebook via wireless.</p>
<p>Eyez, infatti, archivia i filmati nella sua memoria da 8GB - pari a tre ore di registrazione - e di caricarli su Facebook in tempo reale sfruttando la connessione Bluetooth o Wi-Fi, oppure trasferirli sul computer collegandoli alla porta usb.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQiD4z5VWryKDbpx8s5TaX0boWEpUutDjV7yjk-K0EHO4bp7UKX" alt="occhiali da sole con videocamera e registrazione" width="275" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli occhiali <strong>Eyez Zion&nbsp;</strong>sono molto discreti ed &egrave; possibile sostituire le lenti da sole con normali lenti trasparenti. Gli occhiali spia saranno in vendita da fine luglio a 199,99 dollari, ma ordinandoli adesso c'&egrave; uno sconto di 50 dollari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte www.jacktech.it</p>
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	<dc:creator>laibach</dc:creator>
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