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	<title><![CDATA[MSNI: Ordinario]]></title>
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	<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 23:06:51 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Ordinario]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Mi alzo di scatto, ancora dormendo. Struscio i piedi sulle assi del pavimento, spettino ancora di pi&ugrave; i miei capelli grattando la testa, sbandando un po&rsquo; qui, un po&rsquo; l&agrave; mi avvio verso la cucina. <br><br>Gli spifferi dalla finestra mi congelano la schiena mentre mangio una fetta di pane. <br><br>Mi avvio verso il bagno dopo aver acceso lo stereo; mi lavo, faccio la barba. Mi taglio solo una volta, sorrido ascoltando quell&rsquo;assolo di chitarra che mi piace tanto. <br><br>Esco di casa, la cassetta delle lettere &egrave; vuota; ogni tanto mi sento solo, senza la pubblicit&agrave;. <br>Fuori &egrave; una bella giornata, respiro a piene polmoni l&rsquo;aria fredda. <br><br>Mi &egrave; sempre piaciuto vivere nei docks vicino al Tamigi. <br><br>Mi guardo attorno. <br>I palazzi, grandi, alti, fieri; i mattoni di un rosso vivo, acceso ma sbiadito mi danno sicurezza; i vecchi argani sulle loro mura, neri, pulitissimi, scintillanti, mi fanno sentire potente. <br><br>Arrivo al fiume, compro una cioccolata calda. Mi siedo sulla solita panchina mentre tento di sorseggiare la cioccolata, che come sempre mi scotta la lingua. <br><br>Appoggio la bombetta sulle mie gambe, il bastone alla mia sinistra. Tiro leggermente indietro la testa, quel che basta per sentire il leggero vento fra i capelli. <br>Ormai sono le nove, una nuvola passa nel cielo, permettendo a due edifici di toccarsi. <br><br>Rimbocco le maniche, faccio un respiro profondo ed inizio a pescare. <br><br>E&rsquo; cos&igrave; da ieri, &egrave; cosi da una vita; ormai &egrave; notte. Sulle acque del fiume si riflettono le luci dei grattacieli, le fisso. <br><br>Torno a casa, l&rsquo;odore di chiuso mi rassicura; metto nel microonde la cena, il tempo di trovare qualcosa alla televisione ed &egrave; pronta. Mangio in fretta, le immagine colorate si succedono, all&rsquo;audio non ci faccio pi&ugrave; di tanto caso. <br><br>Cambio cravatta, quella rossa mi sembra pi&ugrave; appropriata. Scelgo il libro e salgo. <br><br>Si sta bene sul tetto, appoggiati al comignolo, una gamba piegata, l&rsquo;altra stesa. Le suole delle scarpe fissate nelle solite due tegole. <br><br>Guardo la luna ed inizio a leggere, i rumori della citt&agrave; si fanno sempre pi&ugrave; distanti, e lei si avvicina sempre di pi&ugrave;.</p>
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	<dc:creator>Claudio Basso</dc:creator>
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