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	<title><![CDATA[MSNI: Link di media4health]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79983/acido-bempedoico-ezetimibe-i-risultati-presentati-da-daiichi-sankyo</guid>
	<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 18:16:44 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Acido Bempedoico ezetimibe: I risultati presentati da Daiichi Sankyo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Due nuove analisi combinate di quattro studi di Fase III hanno mostrato i benefici dell&rsquo;acido bempedoico nella riduzione del colesterolo LDL</p>
<p>L'acido bempedoico &egrave; stato sviluppato come trattamento orale first-in-class, che riduce il colesterolo lipoproteico a bassa densit&agrave; (C-LDL) e che pu&ograve; essere combinato con altri trattamenti orali per aiutare ad abbassarne ulteriormente i livelli. Due analisi combinate di quattro studi di fase III, che hanno arruolato oltre 3.600 pazienti, hanno mostrato che l'acido bempedoico riduce significativamente la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP) e il colesterolo LDL, e i dati dello studio di fase II mostrano una riduzione del 40% di C-LDL nei pazienti con diabete di tipo 2 che sono ad alto rischio di eventi cardiovascolari. I risultati delle analisi sono stati presentati in streaming durante il Congresso annuale dell&rsquo;American College of Cardiology che si &egrave; svolto congiuntamente al Congresso Internazionale di Cardiologia.</p>
<p>Roma, 30 marzo 2020 &ndash; Daiichi Sankyo Europa ha annunciato oggi i risultati di due analisi combinate di quattro studi clinici di Fase III per l&rsquo;acido bempedoico e risultati separati di uno studio di Fase II sull&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico ed ezetimibe, presentati durante la 69esima sessione scientifica annuale dell&rsquo;American College che si &egrave; svolta per via telematica insieme al Congresso Internazionale di Cardiologia (ACC.20/WCC).</p>
<p>Lo studio di Fase II di 12 settimane sull&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (Studio 058) ha arruolato pazienti adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 (T2DM) ad alto rischio cardiovascolare. L&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe ha ridotto il C-LDL del 40% rispetto al placebo, senza contestuale aumento dell&rsquo;emoglobina glicata (HbA1c), indicando l&rsquo;assenza di un impatto negativo del farmaco sul controllo glicemico. L&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe &egrave; stata ben tollerata nello Studio 058, e l&rsquo;incidenza degli eventi avversi &egrave; stata generalmente comparabile a quella del placebo.</p>
<p>La prima analisi combinata di quattro trial clinici di Fase III, che ha analizzato l&rsquo;acido bempedoico in pazienti adulti con ipercolesterolemia, ha dimostrato che l&rsquo;acido bempedoico ha prodotto una significativa riduzione del C-LDL, in aggiunta ad atri parametri lipidici (colesterolo totale, Apolipoproteina B colesterolo non LDL, colesterolo LDL), a prescindere dalla presenza del background di ezetimibe. L&rsquo;incidenza totale di eventi avversi farmaco-correlati &egrave; risultata sovrapponibile nei bracci dei pazienti trattati con acido bempedoico, indipendentemente dall&rsquo;associazione con ezetimibe.</p>
<p>La seconda analisi combinata ha dimostrato che, nei pazienti con ipercolesterolemia, l&rsquo;acido bempedoico a 12 settimane di trattamento abbassa i livelli della proteina C- reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP - un marker chiave dell&rsquo;infiammazione associata a malattia cardiovascolare) del 42%, a prescindere dalla presenza o dall&rsquo;intensit&agrave; della terapia statinica di background.</p>
<p>&ldquo;Siamo incoraggiati dai dati presentati oggi, che continuano a dimostrare il potenziale beneficio dell&rsquo;acido bempedoico per pazienti adulti che hanno bisogno di ridurre i loro livelli di C-LDL al fine di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus. &ndash; Ha commentato Wolfgang Zierhut, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa. - Come emerge dalle pi&ugrave; recenti line guida ESC/EAS, c&rsquo;&egrave; la necessit&agrave; di ridurre i livelli di C- LDL, e sono promettenti i dati di Fase II presentati oggi che dimostrano il potenziale di ridurre il colesterolo LDL senza influenzare il controllo glicemico, in persone particolarmente ad alto rischio a causa del diabete, sebbene abbiamo bisogno della validazione di studi pi&ugrave; ampi. Ulteriori trattamenti ipolipemizzanti sono assolutamente necessari per supportare i pazienti, e noi speriamo di poter rendere presto disponibile l&rsquo;acido bempedoico in Europa&rdquo;.<br>---------------------</p>
<p>Acido Bempedoico<br>Con un meccanismo unico di azione, l&rsquo;acido bempedoico &egrave; un innovativo trattamento first-in-class, da somministrarsi una volta al giorno, che riduce i valori di C-LDL e pu&ograve; essere associato ad altri trattamenti orali per abbassarne ulteriormente i livelli. L&rsquo;acido bempedoico inibisce l&rsquo;ATP citrato liasi (ACL), un enzima coinvolto nella sintesi epatica del colesterolo.<br>L&rsquo;acido bempedoico ha ricevuto il parere positivo del CHMP per pazienti adulti con ipercolesterolemia familiare (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:</p>
<p>in associazione ad una statina o ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina<br>oppure<br>da solo o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico agisce sul ben noto processo di sintesi del colesterolo, a monte del target epatico delle statine, con un meccanismo d&rsquo;azione unico che consente una ulteriore riduzione del livello di C-LDL quando aggiunto alla terapia con statine. Grazie al suo innovativo meccanismo d&rsquo;azione, l&rsquo;acido bempedoico non &egrave; attivo nel muscolo scheletrico.</p>
<p>Acido bempedoico/ezetimibe<br>&Egrave; sviluppato come trattamento orale che associa due modalit&agrave; complementari di riduzione del colesterolo in monosomministrazione giornaliera. La compressa contiene un&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico ed ezetimibe.</p>
<p>L&rsquo;associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe ha ricevuto il parere positivo del CHMP per pazienti adulti con ipercolesterolemia familiare (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:<br>in associazione ad una statina, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina in aggiunta a ezetimibe,<br>da solo, in pazienti che sono intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate, e che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con il solo ezetimibe<br>in pazienti gi&agrave; trattati con la associazione di acido bempedoico ed ezetimibe assunti separatamente, con o senza statina.</p>
<p>Daiichi Sankyo ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione dell&rsquo;acido bempedoico e dell&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe nell&rsquo;Area Economica Europea e in Svizzera. Attraverso l&rsquo;eccellenza clinica e scientifica, e una profonda comprensione del metabolismo del colesterolo. Il team esperto di Lipid Management di Esperion &egrave; impegnato nello sviluppo di nuovi farmaci ipolipemizzanti che avranno un&rsquo;influenza sostanziale nella riduzione globale della malattia cardiovascolare, una delle maggiori cause di morte nel mondo.</p>
<p>FONTE: https://bit.ly/2xvQzmy</p>
<p>Contatti</p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti Valeria Carbone Basile<br>Tel.+39 0685255-202 Tel: +39 339 1704748<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it valeria.carbonebasile@gmail.com</p>
<p>Daiichi Sankyo<br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito www.daiichi-sankyo.it</p><p>URL del Link: <a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2020/04/01/ipercolesterolemia-dimostrati-i-benefici-dellacido-bempedoico/">https://20taskforceitaly.wordpress.com/2020/04/01/ipercolesterolemia-dimostrati-i-benefici-dellacido-bempedoico/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79821/ipercolesterolemia-chmp-parere-positivo-su-acido-bempedoico</guid>
	<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 09:47:45 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79821/ipercolesterolemia-chmp-parere-positivo-su-acido-bempedoico</link>
	<title><![CDATA[Ipercolesterolemia: CHMP parere positivo su acido bempedoico]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><span>Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio dell&rsquo;acido bempedoicoper pazienti con ipercolesterolemia</span></em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2020/02/il-chmp-esprime-parere-positivo-per-le28099acido-bempedoico.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Il CHMP esprime parere positivo per l&rsquo;acido bempedoico, un inibitore dell&rsquo;ATP citrato liasi, in monosomministrazione giornaliera orale, che riduce la sintesi epatica del colesterolo. Ha un meccanismo d&rsquo;azione unico, complementare a quello delle statine e di altre terapie ipolipemizzanti. Il parere positivo del CHMP sull&rsquo;acido bempedoico e sull&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe &egrave; basata sui risultati del programma globale di sviluppo clinico che ha dimostrato una consistente riduzione dei valori di colesterolo LDL in un ampio range di popolazioni spettro di pazienti.</em><br><em>La decisione della Commissione Europea in merito all&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio &egrave; attesa per la prima met&agrave; del 2020.</em></p>
<p><em>Monaco, 31 gennaio 2020</em>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo Europa ha annunciato oggi che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell&rsquo;Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo per l&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio sia dell&rsquo;acido bempedoico che dell&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe, raccomandandone l&rsquo;approvazione come trattamento per la riduzione del colesterolo LDL (v).</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; stato sviluppato come molecola first-in-class, pratica, in monosomministrazione giornaliera orale, per le persone con ipercolesterolemia che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL nonostante l&rsquo;assunzione di terapie ipolipemizzanti orali ottimizzate, e che restano ad alto rischio di eventi cardiovascolari, come infarto o ictus.</p>
<p>Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio di acido bempedoico per pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:</p>
<p>&bull; in associazione ad una statina o ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina</p>
<p>oppure</p>
<p>&bull; da solo o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate.</p>
<p>Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell&rsquo;autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio della associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe in pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:</p>
<p>&bull; in associazione ad una statina, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina in aggiunta a ezetimibe,<br>&bull; da sola, in pazienti che sono intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate, e che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con il solo ezetimibe<br>&bull; in pazienti gi&agrave; trattati con la associazione di acido bempedoico ed ezetimibe assunti separatamente, con o senza statina.</p>
<p><em>Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa, uccidono oltre quattro milioni di persone ogni anno e l&rsquo;aumento dei livelli di colesterolo LDL &egrave; uno dei fattori di rischio pi&ugrave; importanti. Tuttavia, ben l&rsquo;80% delle persone che assumono statine non raggiunge i propri obiettivi di colesterolo LDL.i Questo non &egrave; solo frustrante per loro, ma anche impegnativo per gli specialisti che li hanno in cura</em>&nbsp;&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Benoit Creveau</span>, Responsabile del Marketing Cardiovascolare presso Daiichi Sankyo Europa &ndash;<em>&nbsp;&ldquo;Il programma di sviluppo clinico per l&rsquo;acido bempedoico ha dimostrato una riduzione consistente di colesterolo LDL in un ampio range di pazienti, compresi quelli che gi&agrave; ricevono terapie ipolipemizzanti orali ottimali L&rsquo;opinione del CHMP &egrave; un riconoscimento di questi risultati e ci consente di fare un passo avanti rispetto all&rsquo;impegno di aiutare i pazienti in UE che non hanno ancora raggiunto i loro livelli target di colesterolo LDL&rdquo;.</em></p>
<p>Le opinioni positive del CHMP sono supportate dal programma di sviluppo clinico di fase III condotto in oltre 4.000 pazienti. L&rsquo;acido bempedoico ha determinato una riduzione del colesterolo LDL fino al 18% corretto rispetto al placebo, quando somministrato con statine a moderata e alta intensit&agrave;, e una riduzione del 21-28% corretto rispetto al placebo, quando usato con statine a basso dosaggio o in assenza di statine.3,4,5<br>L&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe ha determinato una riduzione dei valori del colesterolo LDL del 38% corretto rispetto al placebo, quando somministrato in associazione ad una terapia con statine alla massima dose tollerata, che pu&ograve; significare anche nessuna statina.6</p>
<p>Il CHMP &egrave; un comitato scientifico dell&rsquo;EMA che esamina le richieste di autorizzazione relative ai medicinali, dal punto di vista scientifico e clinico. La Commissione europea esaminer&agrave; il parere del CHMP e si prevede che prender&agrave; la sua decisione finale nella prima met&agrave; del 2020. L&rsquo;acido bempedoico e l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe sono attualmente in fase di valutazione anche da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense.</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un inibitore orale dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, riduce la biosintesi epatica del colesterolo, riducendo i livelli di colesterolo LDL in circolo. 3,5 Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, &egrave; destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di colesterolo LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico ha una modalit&agrave; d&rsquo;azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine.4 Grazie alla sua specifica modalit&agrave; d&rsquo;azione sul fegato, l&rsquo;acido bempedoico ha una ridotta potenzialit&agrave; di indurre gli effetti collaterali a carico dell&rsquo;apparato muscolare associati all&rsquo;uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del colesterolo LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.<br>Con l&rsquo;acido bempedoico si &egrave; osservata una riduzione della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), un marker chiave dell&rsquo;infiammazione associata a malattia cardiovascolare.5<br>Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell&rsquo;area economica europea e in Svizzera.</p>
<p><span>Fonte</span>: Daiichi Sankyo Italia</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/36JcRNz">http://bit.ly/36JcRNz</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79746/sabcs19-presentati-i-risultati-dello-studio-destinybreast01</guid>
	<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 17:41:24 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79746/sabcs19-presentati-i-risultati-dello-studio-destinybreast01</link>
	<title><![CDATA[SABCS19: presentati i risultati dello studio DESTINY-Breast01]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Carcinoma mammario metastatico HER2 positivo: la risposta del tumore al DS-8201 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca ha raggiunto il 60,9% nello studio registrativo globale di fase II</em></p>
<p><em>Oltre ad una risposta oggettiva del 60,9%, il farmaco anticorpo-coniugato DS-8201 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca ha dimostrato una notevole durata mediana di risposta del tumore di 14,8 mesi e una sopravvivenza media libera da progressione di 16,4 mesi. I risultati dello studio DESTINY-Breast01 sono stati presentati alla stampa al San Antonio Breast Cancer Symposium (#SABCS19), e pubblicati sul The New England Journal of Medicine</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/12/sabcs19-i-risultati-dello-studio-destiny-breast01.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><span>San Antonio (Texas), 11 dicembre 2019 &ndash;</span>&nbsp;Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno presentato nel dettaglio i risultati positivi di DESTINY-Breast01, lo studio registrativo globale di fase II a braccio singolo su DS-8201 ([fam]-trastuzumab deruxtecan), un farmaco anticorpo-coniugato che attacca l&rsquo;HER2 in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. I dati sono stati comunicati alla stampa durante il San Antonio Breast Cancer Symposium (#SABCS19) che si sta svolgendo in Texas, e pubblicati contemporaneamente online sul&nbsp;<em>The New England Journal of Medicine</em>.</p>
<p>Nello studio, l&rsquo;endpoint primario della risposta oggettiva (ORR), confermato da una valutazione centrale indipendente, &egrave; stato del 60,9% con DS-8201 in monoterapia (5,4 mg/kg) in pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo che avevano ricevuto due o pi&ugrave; precedenti trattamenti anti-HER2. Le pazienti hanno raggiunto una percentuale di controllo della malattia (DCR) del 97,3%, con una durata mediana della risposta (DOR) di 14,8 mesi (range 13,8 &ndash; 16,9) e una sopravvivenza mediana libera da progressione di 16,4 mesi (range 12,7 &ndash; non raggiunto). La sopravvivenza mediana globale (OS) non &egrave; stata ancora raggiunta, con una percentuale di sopravvivenza stimata per le pazienti trattate con DS-8201 dell&rsquo;86% ad un anno. I risultati sono coerenti tra i sottogruppi di pazienti.</p>
<p>Le pazienti che hanno ricevuto DS-8201 nello studio DESTINY-Breast01 avevano una mediana di sei precedenti trattamenti (range 2-27) per la malattia metastatica, incluso ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) (100%), trastuzumab (100%), pertuzumab (65,8%), altre terapie anti-HER2 (54,3%), terapie ormonali (48,9%) e altre terapie sistemiche (99,5%). La durata mediana del trattamento per DS-8201 &egrave; stata di 10 mesi (intervallo: 0,7 &ndash; 20,5 mesi) con una durata mediana del follow-up di 11,1 mesi (intervallo: 0,7 -19,9). Dal cut-off dei dati del 1&deg; agosto 2019, il 42,9% delle pazienti &egrave; rimasto in trattamento.</p>
<p>Il profilo di sicurezza e tollerabilit&agrave; di DS-8201 &egrave; stato coerente con quello osservato nello studio di fase I. Gli eventi avversi pi&ugrave; comuni di grado 3 o superiore osservati nel corso del trattamento sono stati riduzione del numero dei neutrofili (20,7%), anemia (8,7%), nausea (7,6%), riduzione del numero dei leucociti (6,5%), riduzione del numero dei linfociti (6,5%) e spossatezza (6%).<br>Complessivamente, il 13,6% delle pazienti ha mostrato una malattia polmonare interstiziale (ILD) correlata al trattamento, come confermato da una valutazione indipendente. Rispetto alla gravit&agrave;, gli eventi sono stati principalmente di grado 1 o 2 (10,9%), con uno di grado 3 (0,5%) e nessun evento di grado 4. &Egrave; stato stabilito che quattro decessi (2,2%) sono stati causati da ILD.</p>
<p>La richiesta di valutazione prioritaria della domanda di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio di DS-8201 per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo &egrave; stata recentemente accettata dalla Food and Drug Administration (FDA)</p>
<p><em>&ldquo;Questi risultati sono particolarmente significativi poich&eacute; DS-8201 ha comportato un elevato livello di riduzione duratura del tumore nelle pazienti, la maggioranza delle quali aveva esaurito la maggior parte, se non tutte, delle terapie standard per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2 positivo&rdquo;,&nbsp;</em>ha commentato&nbsp;<span>Ian E. Krop</span>, MD, PhD, capo associato della Divisione Breast Oncology del &lsquo;Susan F. Smith Center for Women&rsquo;s Cancers, Dana-Farber Cancer Institute&rsquo;.<em>&nbsp;&ldquo;Siamo entusiasti di questi risultati e del loro potenziale di aiuto alle pazienti affette da carcinoma mammario in questa fase avanzata&rdquo;.</em></p>
<p><em>&ldquo;La forza di questi fondamentali risultati e la coerenza con i dati relativi a DS-8201 precedentemente riportati, sottolineano ulteriormente che questo farmaco anticorpo coniugato specificamente progettato come anti-HER2 sta riuscendo nello scopo di potenziare l&rsquo;efficacia per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo&rdquo;,</em>&nbsp;ha spiegato&nbsp;<span>Antoine Yver,</span>&nbsp;MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo.</p>
<p><em>&ldquo;Le risposte clinicamente significative e durature osservate in queste pazienti illustrano il potenziale di DS-8201 di stabilire un nuovo standard di cura&rdquo;,&nbsp;</em>ha dichiarato&nbsp;<span>Jos&eacute; Baselga</span>, MD, PhD, Vicepresidente esecutivo, Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca.&nbsp;<em>&ldquo;Questi risultati sono notevoli poich&eacute; le donne con carcinoma mammario in questo stadio avanzato hanno gi&agrave; sopportato diverse terapie precedenti per carcinoma mammario metastatico HER2 positivo&rdquo;.</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/12/her2-riepilogo-dei-risultati.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p>L&rsquo;HER2 &egrave; una proteina recettore di membrana del tipo tirosin-chinasico presente sulla superficie di alcune cellule tumorali, ed &egrave; associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta nelle pazienti affette da carcinoma mammario.i&nbsp;Per valutare la positivit&agrave; all&rsquo;HER2, le cellule tumorali vengono solitamente testate con uno dei seguenti due metodi: immunoistochimica (IHC) o ibridazione fluorescente in situ (FISH). I risultati del primo test sono riportati come: 0, IHC 1+, IHC 2 + o IHC 3+. Un riscontro di IHC 3+ e/o amplificazione FISH &egrave; considerato HER2-positivo.</p>
<p><span>Carcinoma mammario HER2 positivo</span></p>
<p>Circa un cancro mammario su cinque &egrave; HER2-positivo. Nonostante I recenti progressi e l&rsquo;approvazione di nuovi farmaci , permangono significative esigenze di trattamento non soddisfatte per pazienti affette da carcinoma mammario metastatico avanzato HER2 positivo. Questo tumore resta incurabile per pazienti in cui la malattia continua alla fine a progredire dopo l&rsquo;utilizzo dei trattamenti disponibili.</p>
<p><span>DESTINY-Breast01</span><br><a href="https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03248492" target="_blank">DESTINY-Breast01</a>&nbsp;&egrave; uno studio registrativo di Fase II, in aperto, globale, multicentrico, in due parti, che valuta la sicurezza e l&rsquo;efficacia di DS-8201 in pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1). L&rsquo;endpoint primario dello studio &egrave; la risposta oggettiva, cos&igrave; come determinata da una valutazione centrale indipendente. Gli obiettivi secondari comprendono la durata della risposta, il controllo della malattia, il beneficio clinico, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. L&rsquo;arruolamento di DESTINY-Breast01 &egrave; stato completato nel settembre 2018, con 253 pazienti in pi&ugrave; di 100 centri in Nord America, Europa, Giappone e altri Paesi in Asia.</p>
<p><span>DS-8201</span><br>DS-8201 (fam-trastuzumab deruxtecan in U.S.A; trastuzumab deruxtecan in tutti gli altri Paesi del mondo) &egrave; il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise e il programma pi&ugrave; avanzato nella piattaforma scientifica ADC di AstraZeneca.</p>
<p>A marzo 2019, Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno formalizzato una collaborazione a livello globale al fine di sviluppare congiuntamente e commercializzare DS-8201 come potenziale nuovo farmaco in tutto il mondo, eccetto che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterr&agrave; i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sar&agrave; unica responsabile per la produzione e la fornitura.</p>
<p>Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; attualmente in corso a livello globale con cinque studi registrativi per il carcinoma metastatico mammario e gastrico, incluso una trial su pazienti affetti da carcinoma mammario metastatico e bassi livelli di espressione di HER2 (HER2 basso), Studi di fase II sono in corso per carcinoma colorettale avanzato con espressione di HER2, cos&igrave; come per carcinoma polmonare non-squamoso con sovraespressione di HER2 o carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione di HER2. Sono in corso, inoltre, trial clinici in combinazione con altri trattamenti anticancro come l&rsquo;immunoterapia</p>
<p>La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha recentemente garantito la valutazione accelerata sulla concessione della Licenza Biologica a DS8201 per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2- positivo: l&rsquo;ADC aveva gi&agrave; in precedenza ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy e di Fast Track. Una domanda di autorizzazione per DS-8201 come trattamento per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo &egrave; stata anche sottoposta al Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, che aveva precedentemente concesso la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.[Fam-] trastuzumab deruxtecan &egrave; una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2sdHtIu" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Contatti</span><br>Daiichi Sankyo<br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2PeEEji">http://bit.ly/2PeEEji</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79713/congresso-aha-philadelphia-lacido-bempedoico-riduce-significativamente-il-colesterolo</guid>
	<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 12:25:41 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79713/congresso-aha-philadelphia-lacido-bempedoico-riduce-significativamente-il-colesterolo</link>
	<title><![CDATA[Congresso AHA Philadelphia: L’Acido Bempedoico riduce significativamente il colesterolo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo ha presentato al Congresso AHA i risultati due analisi combinate di quattro trial clinici di Fase III che hanno arruolato pi&ugrave; di 3.600 pazienti</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/11/le28099acido-bempedoico-riduce-il-colesterolo.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico, in aggiunta a terapie ipolipemizzanti di background, riduce significativamente il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico. Daiichi Sankyo ha presentato al Congresso AHA, in corso a Philadelphia, due analisi combinate di dati provenienti da 4 trial di Fase III che hanno arruolato pi&ugrave; di 3.600 pazienti. L&rsquo;Acido Bempedoico, un inibitore orale dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) che riduce la sintesi del colesterolo nel fegato, &egrave; attualmente in fase di valutazione regolatoria da parte dell&rsquo;EMA e dell&rsquo;FDA.</p>
<p><span>Philadelphia, 18 novembre 2019</span>&nbsp;&ndash; L&rsquo;acido bempedoico, in aggiunta a terapie ipolipemizzanti di background, riduce significativamente il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico. &Egrave; quanto emerge da due analisi combinate di quattro trial clinici di Fase III sull&rsquo;acido bempedoico che hanno coinvolto un totale di oltre 3.600 pazienti, e sono state presentate da Daiichi Sankyo all&rsquo;American Heart Association (AHA) Scientific Sessions in corso a Philadelphia.</p>
<p>Una delle analisi ha mostrato che l&rsquo;acido bempedoico ha ridotto l&rsquo;emoglobina A1c (HbA1c) dello 0.19% rispetto al placebo in pazienti diabetici trattati per 12 settimane. L&rsquo;HbA1 &egrave; un parametro di valutazione standard del controllo glicemico, usato nella gestione del diabete. L&rsquo;analisi ha inoltre dimostrato che i pazienti trattati con acido bempedoico hanno sperimentato un numero minore di nuovi casi di diabete cos&igrave; come di episodi di iperglicemia, rispetto a quelli trattati con placebo. L&rsquo;analisi combinata suggerisce che l&rsquo;acido bempedoico non ha un impatto negativo sul controllo glicemico in pazienti con e senza diabete, se aggiunto a una terapia ipolipemizzante stabile di background.</p>
<p><em>&ldquo;Molti pazienti ad alto o altissimo rischio di ipercolesterolemia combattono anche per mantenere sotto controllo i valori glicemici, siano essi soggetti gi&agrave; affetti da diabete o a rischio di svilupparlo. Il colesterolo elevato e la glicemia elevata sono entrambi fattori di rischio importanti per malattie cardiovascolari ed eventi quali infarto e ictus.&nbsp;</em>&ndash; Ha dichiarato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa &ndash;<em>&nbsp;Ci sono evidenze che dimostrano che alcuni trattamenti ipolipemizzanti possano aumentare il rischio di diabete, quindi &egrave; incoraggiante per noi osservare che l&rsquo;acido bempedoico, in aggiunta a terapie preesistenti, riduce il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico.&rdquo;</em></p>
<p>Un&rsquo;altra analisi ha dimostrato che in tutti e quattro gli studi di fase III, l&rsquo;acido bempedoico riduce significativamente il colesterolo a bassa densit&agrave; (C-LDL) nei pazienti con ipercolesterolemia, se aggiunto ad una terapia con statine alla massima dose tollerata. Nei soggetti trattati con terapia di background, l&rsquo;acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 18% rispetto al placebo. Nei soggetti non trattati con terapia di background, l&rsquo;acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 25% rispetto al placebo.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; in fase di sviluppo come trattamento addizionale in monosomministrazione giornaliera per quelle persone con ipercolesterolemia che non riescono a raggiungere i loro target di C-LDL e restano all&rsquo;alto rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus, nonostante assumano terapie ipolipemizzanti orali ottimizzate.<br>La richiesta di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio dell&rsquo;acido bempedoico, &egrave; attualmente sottoposta a valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA).</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un inibitore orale dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo. Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, &egrave; destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico ha una modalit&agrave; d&rsquo;azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine. Grazie alla sua specifica modalit&agrave; d&rsquo;azione sul fegato, l&rsquo;acido bempedoico ha una ridotta potenzialit&agrave; di indurre gli effetti collaterali a carico dell&rsquo;apparato muscolare associati all&rsquo;uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.<br>Con l&rsquo;acido bempedoico si &egrave; osservata una riduzione della proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave;, un marker chiave dell&rsquo;infiammazione associata a malattia cardiovascolare.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico in monoterapia (180 mg) e l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (180 mg/10 mg) in compresse, sono attualmente in corso di valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che non hanno raggiunto i loro livelli ottimali di C-LDL. Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell&rsquo;area economica europea e in Svizzera. Le decisioni in merito all&rsquo;approvazione sono attese per la prima met&agrave; del 2020.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/332h7WF" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2qZI2Fd">http://bit.ly/2qZI2Fd</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79712/acido-bempedoico-sul-jama-i-risultati-del-trial-clear-wisdom-di-fase-iii</guid>
	<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 09:58:31 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79712/acido-bempedoico-sul-jama-i-risultati-del-trial-clear-wisdom-di-fase-iii</link>
	<title><![CDATA[Acido Bempedoico: sul JAMA i risultati del trial CLEAR Wisdom di Fase III]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>L&rsquo;Acido Bempedoico riduce significativamente il C-LDL del 17% in aggiunta alla terapia di 12 settimane a base di statine alla massima dose tollerata.<br></em></p>
<p>L&rsquo;Acido Bempedoico, un inibitore orale dell&rsquo;adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) che riduce la sintesi del colesterolo nel fegato, &egrave; attualmente in fase di valutazione regolatoria. Somministrato a pazienti in terapia con statine alla massima dose tollerata, ha dimostrato in 12 settimane una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 17%, e l&rsquo;effetto si &egrave; protratto nelle 52 settimane dello studio. I risultati del trial di Fase III pubblicati sul JAMA- Journal of American Medical Association</p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/11/daiichi-sankyo-i-risultati-del-trial-clear-wisdom-pubblicati-sul-jama.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><span>Roma, 13 novembre 2019</span>&nbsp;&ndash; L&rsquo;acido bempedoico ha dimostrato una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 17% nei pazienti che assumono una terapia a base di statine alla massima dose tollerata, e l&rsquo;effetto si &egrave; protratto nelle 52 settimane dello studio. I risultati del trial CLEAR Wisdom sono stati pubblicati oggi sul&nbsp;<em>Journal of the American Medical Association (JAMA)</em>. La richiesta di autorizzazione all&rsquo;immissione in commercio dell&rsquo;acido bempedoico, &egrave; attualmente sottoposta a valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA).</p>
<p>CLEAR Wisdom &egrave; il trial di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato l&rsquo;efficacia, la sicurezza a lungo termine e la tollerabilit&agrave; dell&rsquo;acido bempedoico 180 mg, rispetto al placebo, in 779 pazienti affetti da malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) e/o ipercolesterolemia eterozigote familiare (HeFH) non adeguatamente controllata con le attuali terapie ipolipemizzanti, in trattamento con statine alla massima dose tollerata.1</p>
<p>Nella pubblicazione del JAMA, oltre all&rsquo;endpoint primario di efficacia rappresentato dalla riduzione del colesterolo LDL a 12 settimane, sono riportati i principali endpoint secondari di sicurezza e tollerabilit&agrave; fino a 52 settimane. L&rsquo;articolo riporta che l&rsquo;acido bempedoico:</p>
<ul>
<li>Ha ridotto significativamente il C-LDL del 17% in aggiunta alla terapia di 12 settimane a base di statine alla massima dose tollerata, con quasi tutti i pazienti (85%) che ricevevano statine a intensit&agrave; moderata o alta, e l&rsquo;effetto si &egrave; protratto per le 52 settimane dello studio;</li>
<li>Ha significativamente ridotto del 19% la proteina C-reattiva ad alta sensibilit&agrave; (hsCRP), un importante marker dell&rsquo;infiammazione associata a malattia cardiovascolare, e l&rsquo;effetto si &egrave; protratto per le 52 settimane dello studio.</li>
<li>A 12 settimane non ha peggiorato i valori dell&rsquo;emoglobina A1c (HbA1c) (- 0,21% vs. placebo) nei pazienti con diabete.</li>
<li>A 52 settimane ha fatto registrare una frequenza di eventi avversi comparabile a quella osservata nel gruppo placebo (acido bempedoico 70% vs placebo 71%) e, nello stesso periodo, una simile percentuale di pazienti che hanno presentato eventi avversi gravi (acido bempedoico 20% vs placebo 19%);</li>
<li>Ha fatto registrare un&rsquo;incidenza di eventi avversi cardiaci maggiori del 2,7%, mentre quella con placebo &egrave; stata del 4.7%.</li>
</ul>
<p><em>&ldquo;Il trial CLEAR Wisdom ha dimostrato che l&rsquo;acido bempedoico ha portato ad una ulteriore riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che assumevano una terapia di background a base di statine alla massima dose tollerata, con un profilo di eventi avversi totali comparabile a quello del placebo&rdquo;&nbsp;</em>ha spiegato&nbsp;<span>Anne C. Goldberg</span>&nbsp;MD, FACP, FAHA, FNLA, Professore di Medicina nella Divisione di Endocrinologia, Metabolismo e Ricerca lipidica alla Washington University di St. Louis, nonch&eacute; principale autore dello studio &ndash;<em>&nbsp;Questi risultati sono coerenti con quelli osservati nello Studio 1 o CLEAR Harmony, il pi&ugrave; ampio studio di fase III a lungo termine sull&rsquo;acido bempedoico, pubblicato qualche mese fa sul New England Journal of Medicine. Questi risultati, ottenuti dal programma di sviluppo di fase III, dimostrano che l&rsquo;acido bempedoico ha il potenziale per diventare un&rsquo;opzione di trattamento per i pazienti ad alto rischio che richiedono una ulteriore riduzione di C-LDL.&rdquo;</em></p>
<p><em>&ldquo;Crediamo che l&rsquo;acido bempedoico risponder&agrave; ad un importante bisogno non soddisfatto per pazienti che richiedono una ulteriore riduzione del colesterolo LDL perch&eacute; non raggiungono i target ottimali con le terapie ipolipemizzanti orali esistenti&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Wolfgang Zierhut</span>, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa &ndash;&nbsp;<em>Molti pazienti restano ad alto rischio di eventi cardiovascolari e necessitano di ulteriori opzioni di trattamento per raggiungere i loro obiettivi di C-LDL. Ci&ograve; &egrave; persino pi&ugrave; pertinente visto che le ultime linee guida suggeriscono di ridurre ulteriormente tali livelli al fine di fornire una protezione ottimale&rdquo;</em></p>
<p><span>Disegno dello Studio 2 di Fase III (1002-047 conosciuto anche come CLEAR Wisdom)</span><br>Lo studio registrativo di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 52 settimane, ha valutato l&rsquo;efficacia e la sicurezza di acido bempedoico 180 mg al giorno rispetto al placebo.<br>Lo studio &egrave; stato condotto in 86 centri in Nord America ed Europa. Un totale di 779 pazienti sono stati randomizzati per ricevere acido bempedoico o placebo in rapporto 2:1. L&rsquo;obiettivo principale era valutare l&rsquo;efficacia a 12 settimane nella riduzione del C-LDL dell&rsquo;acido bempedoico rispetto al placebo. Gli obiettivi secondari comprendevano: la valutazione della sicurezza e tollerabilit&agrave; dell&rsquo;acido bempedoico rispetto al placebo, l&rsquo;efficacia dell&rsquo;acido bempedoico rispetto al placebo nel ridurre il C-LDL a 24 e 52 settimane, e gli effetti dell&rsquo;acido bempedoico sugli altri marker di rischio dopo 12 settimane di trattamento, inclusi hsCRP and HbA1c,.</p>
<p><span>Acido Bempedoico</span><br>L&rsquo;acido bempedoico &egrave; un inibitore orale dell&rsquo;ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d&rsquo;azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo. Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, &egrave; destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico ha una modalit&agrave; d&rsquo;azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine. Grazie alla sua specifica modalit&agrave; d&rsquo;azione sul fegato, l&rsquo;acido bempedoico ha una ridotta potenzialit&agrave; di indurre gli effetti collaterali a carico dell&rsquo;apparato muscolare associati all&rsquo;uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.</p>
<p>L&rsquo;acido bempedoico in monoterapia (180 mg) e l&rsquo;associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (180 mg/10 mg) in compresse, sono attualmente in corso di valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che non hanno raggiunto i loro livelli ottimali di C-LDL. Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell&rsquo;area economica europea e in Svizzera. Le decisioni in merito all&rsquo;approvazione sono attese per la prima met&agrave; del 2020.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="http://bit.ly/2O7WyCG" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo<br></span>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span><span>Contatti</span></span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2Qe3yR2">http://bit.ly/2Qe3yR2</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79702/campagna-sensibilizzazione-invecchiamento-daiichi-sankyo-coinvolge-anche-i-dipendenti</guid>
	<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 16:26:18 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79702/campagna-sensibilizzazione-invecchiamento-daiichi-sankyo-coinvolge-anche-i-dipendenti</link>
	<title><![CDATA[Campagna sensibilizzazione invecchiamento: Daiichi Sankyo coinvolge anche i dipendenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em><span>Daiichi Sankyo Italia include i dipendenti nella campagna di sensibilizzazione su invecchiamento attivo e supporto ai caregiver<br><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/10/pic3b9-la-vita-ti-segna-pic3b9-valore-ha-daiichi-sankyo-coinvolge-anche-i-dipendenti.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "><br></span></em></p>
<p><span>Roma 29 ottobre 2019</span>&nbsp;&ndash; Check up gratuiti per s&eacute; e per i propri genitori, permessi retribuiti extra, misure personalizzate e riconoscimenti per l&rsquo;anzianit&agrave; aziendale, sono solo alcune delle iniziative che Daiichi Sankyo Italia ha messo in atto per coinvolgere e includere anche i propri dipendenti in &ldquo;Pi&ugrave; la vita ti segna, pi&ugrave; valore ha&rdquo;, la campagna di sensibilizzazione che l&rsquo;azienda farmaceutica ha creato per riportare l&rsquo;attenzione sui bisogni non soddisfatti dei pazienti anziani, e contemporaneamente promuovere politiche di invecchiamento attivo e azioni di supporto ai caregiver.</p>
<p>L&rsquo;Italia &egrave; il Paese pi&ugrave; longevo al mondo dopo il Giappone, dunque il tema dell&rsquo;invecchiamento della popolazione &egrave; destinato ad entrare in maniera crescente e pervasiva nelle agende delle aziende italiane, in particolare all&rsquo;interno del quadro normativo attuale in cui l&rsquo;et&agrave; pensionabile &egrave; legata ad un meccanismo di adeguamento automatico all&rsquo;aspettativa di vita, e a fronte di una curva demografica della popolazione nazionale che si assottiglia sempre pi&ugrave; in termini di nascite e si amplia in corrispondenza delle fasce di et&agrave; medio-alte. Senza contare l&rsquo;esercito silenzioso dei caregiver, composto da 7,3 milioni di italiani che si prendono cura dei propri familiari anziani non pi&ugrave; autosufficienti, e che sono sempre pi&ugrave; a rischio di burn out (dati ONDA-Osservatorio Nazionale per la Salute della donna e di genere). Vale pertanto la pena interrogarsi e sforzarsi di trovare soluzioni creative che possano trasformare in opportunit&agrave; un trend che, se non gestito opportunamente e per tempo, rischia di diventare per le organizzazioni un problema in termini di produttivit&agrave;, motivazione e perdita di un enorme bagaglio di esperienze, competenze e networking detenuto da questa fascia di lavoratori.</p>
<p>Cos&igrave; Daiichi Sankyo Italia ha scelto di coinvolgere nella sua campagna la propria &ldquo;popolazione aziendale&rdquo;, la cui et&agrave; media &egrave; di 48 anni ed &egrave; cresciuta negli ultimi anni, anche grazie al fatto che la casa farmaceutica non ha mai considerato l&rsquo;et&agrave; una discriminante nella scelta delle sue risorse umane, tanto che dal 2014 ha assunto 32 ultracinquantenni. Dei suoi attuali 185 dipendenti, il 37% (68) &egrave; over 50, e il 56% &egrave; tra i 35-50 anni. Entrambe le fasce di popolazione sono interessate, direttamente oppure in qualit&agrave; di caregiver, da queste nuove politiche di inclusione e approcci personalizzati, che hanno l&rsquo;obiettivo di migliorare la qualit&agrave; della vita professionale dei dipendenti, con particolare attenzione al tema dell&rsquo;Aging. Nell&rsquo;ambito di questo impegno si collocano diverse misure per dipendenti over 60, caregiver e genitori anziani:</p>
<p>&ndash; Ai dipendenti office-based a due anni dalla pensione viene data la possibilit&agrave; di usufruire di 1 giorno in pi&ugrave; di Smart Working al mese, mentre quelli field-based a 2 anni dalla pensione potranno lavorare 4 giorni a settimana, pur mantenendo l&rsquo;intero trattamento retributivo.</p>
<p>&ndash; Un check up annuale gratuito, con esami comuni e specialistici per le patologie cardiovascolari e metaboliche, &egrave; offerto ai dipendenti over 62 e ai genitori di tutti i dipendenti.</p>
<p>&ndash; Gli impiegati che si prendono cura dei loro familiari anziani avranno la possibilit&agrave; di usufruire di permessi retribuiti extra per accompagnare i propri genitori alle visite di check up e potranno ricevere un training gratuito online e manuali di orientamento sul tema del caregiving.</p>
<p>&ndash; I dipendenti saranno chiamati a partecipare alla valorizzazione del patrimonio di esperienze, con la condivisione del vissuto dei colleghi &ldquo;pi&ugrave; senior&rdquo; e di quelli che fanno da caregiver, racconti che saranno selezionati attraverso il concorso interno &ldquo;Ogni ruga &egrave; una storia&rdquo;, affissi sul wall of value, &ldquo;la bacheca del valore&rdquo; aziendale, e infine pubblicati nel libro &ldquo;Storie di ordinaria anzianit&agrave; aziendale&rdquo;. Verr&agrave;, inoltre, istituito un riconoscimento per celebrare il compimento dei 20 e 30 anni di servizio in Daiichi Sankyo Italia.</p>
<p>Il progetto &egrave; appena entrato nella sua fase di implementazione, che si protrarr&agrave; fino ad aprile 2020.&nbsp;<em>&ldquo;Ad oggi sono gi&agrave; numerose le attestazioni di stima che stiamo ricevendo in maniera spontanea ed informale dai nostri dipendenti e da altre organizzazioni, per ci&ograve; che stiamo realizzando.&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Paolo Pagliarini</span>, direttore del dipartimento HR &amp; GA di Daiichi Sankyo Italia &ndash;<em>&nbsp;E lo stiamo facendo perch&eacute; crediamo davvero che il ruolo delle risorse umane sia quello di sperimentare con coraggio ed innovare i processi aziendali, al fine di valorizzare al massimo il patrimonio umano che l&rsquo;organizzazione ha al proprio interno, iniziando proprio dal riconoscimento e dal rilancio attivo di questo prezioso segmento di lavoratori. Del resto questo tipo di pratiche non solo pu&ograve; essere compatibile con le esigenze di business, ma riesce addirittura a supportarle&rdquo;.</em></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/31WhPUK" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2C1A6We">http://bit.ly/2C1A6We</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 19:22:02 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo Italia: Mostra audio-visiva e screening gratuito della fibrillazione atriale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Il 5 ottobre Daiichi Sankyo festegger&agrave; i nonni con una mostra e screening gratuito della FA presso la Galleria Alberto Sordi a Roma</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/10/5-ottobre-daiichi-sankyo-festeggerc3a0-i-nonni-con-una-mostra-e-screening-gratuito-della-fa.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Il prossimo 5 ottobre anche Daiichi Sankyo Italia festegger&agrave; i nonni, con una mostra audio-visiva e un corner dedicato allo screening gratuito della fibrillazione atriale, all&rsquo;interno della Galleria Alberto Sordi di Roma. Prossime tappe Milano e Napoli a novembre e dicembre.</em></p>
<p><em>Roma, 2 ottobre 2019</em>&nbsp;&ndash; Alberto l&rsquo;anziano geriatra, Arturo il nonno dalle soluzioni semplici, zio Primo di fronte alle SS, sono alcune delle 20 storie in cui ogni ruga &egrave; un&rsquo;esperienza da tramandare alle future generazioni, storie che si potranno ascoltare il prossimo 5 ottobre in &ldquo;Pi&ugrave; la vita ti segna, pi&ugrave; valore ha&rdquo;, una mostra audiovisiva interattiva che Daiichi Sankyo Italia allestir&agrave; nella galleria Alberto Sordi di Roma in occasione della Festa dei Nonni. Alla fine del percorso sar&agrave; possibile effettuare anche lo screening gratuito per la fibrillazione atriale, con medici cardiologi che utilizzeranno un device di ultima generazione. Le prossime tappe saranno Milano e Napoli, che ospiteranno l&rsquo;iniziativa rispettivamente a novembre e dicembre.</p>
<p>Interagendo con i volti e i dettagli catturati dalla fotografa Valentina De Santis, sar&agrave; possibile ascoltare le storie di donne e uomini, di nonni, zii e genitori che continuano a lasciare una traccia indelebile nella vita dei loro cari e della societ&agrave;, storie esemplari tra milioni di altre che fanno parte della vita di ognuno di noi, e selezionate tra i racconti che figli e nipoti hanno inviato a Daiichi Sankyo, partecipando al contest che l&rsquo;azienda farmaceutica ha lanciato sui suoi canali social.</p>
<p><span>Perch&eacute; lo screening della Fibrillazione Atriale</span>: Circa il 96% dei pazienti affetti da FA &egrave; a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidit&agrave;. Il 20-30% di tutti i casi di ictus &egrave; attribuibile a questa aritmia molto comune, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l&rsquo;avanzare dell&rsquo;et&agrave;. In questo contesto, prevenzione e diagnosi precoce risultano fondamentali per promuovere l&rsquo;invecchiamento attivo e migliorare la qualit&agrave; di una vita che, grazie ai progressi della scienza, &egrave; sempre pi&ugrave; lunga.</p>
<p>Al termine del percorso, i visitatori potranno dunque effettuare uno screening gratuito della Fibrillazione Atriale con medici cardiologi, grazie alla collaborazione della VIOLATECH, nota azienda di tecnologie biomedicali e telemedicina, che ha fornito un device di ultima generazione. Baster&agrave; impugnare con entrambe le mani questo strumento a forma di bacchetta per 60 secondi, per registrare una traccia elettrocardiografica che consentir&agrave; di rilevare l&rsquo;eventuale presenza di un&rsquo;alterazione del ritmo cardiaco. Ai partecipanti, inoltre, verr&agrave; distribuito del materiale informativo con le informazioni essenziali sulla patologia, i fattori di rischio modificabili e la prevenzione.</p>
<p><em>&ldquo;In quest&rsquo;epoca di profonda crisi economica e valoriale, gli anziani rappresentano ancora un supporto per i loro figli, e in qualit&agrave; di nonni un punto di riferimento educativo per le future generazioni. E questo &egrave; tanto pi&ugrave; vero nel nostro Paese. Ecco perch&eacute; i nostri anziani rappresentano un&rsquo;importante risorsa sociale che noi tutti dobbiamo impegnarci a valorizzare.</em>&nbsp;&ndash; spiega&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia &ndash;<em>&nbsp;E proprio per ricordarlo abbiamo deciso di allestire questa mostra, che &egrave; solo una delle tante iniziative della campagna di sensibilizzazione che stiamo realizzando a supporto della promozione dell&rsquo;invecchiamento attivo, del miglioramento della qualit&agrave; di vita, anche nelle sue fasi pi&ugrave; avanzate, affinch&eacute; nessuno venga escluso e sia riconosciuto il valore di ognuno, a qualunque et&agrave;&rdquo;.</em></p>
<p>Per maggiori info visita:&nbsp;<a href="https://www.sicurotuttalavita.it/" target="_blank">sicurotuttalavita.it</a>; la pagina&nbsp;<a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/09/25/negozi-cartucce-stampanti-prink-dal-23-al-28-settembre-meno-50-sul-secondo-pezzo/" target="_blank">Facebook Cura il tuo cuore</a>&nbsp;e il canale&nbsp;<a href="https://twitter.com/daiichisankyoit" target="_blank">Twitter Daiichi Sankyo Italia</a>.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2om7bIT" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2oyyyPJ">http://bit.ly/2oyyyPJ</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 10:45:40 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79691/daiichi-sankyo-convegno-anziani-supporto-ai-caregiver-per-la-qol-degli-anziani</link>
	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo Convegno Anziani, supporto ai caregiver per la QOL degli anziani]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Organizzato da ONDA e Daiichi Sankyo Italia il convegno &ldquo;Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano&rdquo;</em><br><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/09/onda-e-daiichi-sankyo-italia-il-convegno-e2809cpresa-in-carico-assistenziale-e-terapeutica-del-paziente-anzianoe2809d.png?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Roma, 30 settembre 2019</em>&nbsp;&ndash; Invecchiamento attivo, sicurezza delle nuove terapie anticoagulanti per i pazienti anziani, tecnologie digitali a supporto della gestione delle cronicit&agrave;, e infine il prezioso e difficile ruolo del caregiver in un&rsquo;Italia che conta sempre pi&ugrave; anziani e necessita di migliori servizi sanitari e assistenziali. Sono questi i temi del convegno &ldquo;Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano&rdquo;, l&rsquo;evento organizzato da Onda &ndash; Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere e Daiichi Sankyo Italia, che oggi mette a confronto esperti del settore, classe medica e istituzioni.</p>
<p>L&rsquo;Italia &egrave; il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per percentuale di anziani, con 13,8 milioni di persone over 65, ovvero il 22,8% della popolazione totale, e detiene il record europeo, con la Francia, per presenza di ultracentenari (oltre 14 mila). Secondo l&rsquo;Istat, all&rsquo;inizio del 2019 sono 2,2 milioni gli individui di et&agrave; pari o superiore agli 85 anni. In aumento anche i non autosufficienti, ad oggi circa 2,5 milioni che, secondo le stime, raddoppieranno entro il 2030, ma solo la met&agrave; di questi usufruisce di servizi sociosanitari, mentre il resto &egrave; assistito da un caregiver&nbsp;familiare, di cui 1 su 5 &egrave; a sua volta ultrasessantenne. Per ci&ograve; che riguarda la differenza di genere, la longevit&agrave; delle donne rispetto agli uomini &egrave; controbilanciata da una inferiore aspettativa di vita in buona salute rispetto a questi; inoltre sulle donne grava maggiormente perdita di autosufficienza, a cui si aggiunge una maggiore predisposizione ai disturbi cognitivi e depressivi. Eppure, &egrave; donna anche la maggioranza dei caregiver che assistono gli anziani.</p>
<p><em>&ldquo;Questa nuova realt&agrave; sociodemografica pone le istituzioni e la societ&agrave; civile di fronte alla necessit&agrave;, ormai ineludibile, di interventi significativi a livello non solo sanitario ma anche culturale e socioassistenziale. &Egrave; diventato pi&ugrave; che mai cruciale promuovere l&rsquo;invecchiamento attivo di tutti i cittadini, garantendo un&rsquo;assistenza sanitaria adeguata e programmi di educazione sui sistemi di prevenzione dei rischi per la salute legati all&rsquo;invecchiamento. Ma soprattutto&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato&nbsp;<span>Nicoletta Orthmann</span>, Coordinatore medico-scientifico di Onda &ndash;<em>&nbsp;&egrave; necessario dare il massimo supporto a quell&rsquo;esercito silenzioso di milioni di donne e uomini che, ogni giorno e per anni, si prende cura dei di ignorarli e lasciarli soli.&rdquo; nostri anziani non pi&ugrave; autosufficienti. Persone, spesso anch&rsquo;esse ultrasessantenni, che a titolo gratuito svolgono un prezioso e faticoso lavoro di alto valore sociale ed economico, ad oggi non ancora riconosciuto n&eacute; tutelato nel nostro Paese. Non possiamo pi&ugrave; permetterci di ignorarli e lasciarli soli.&rdquo;</em></p>
<p><span>Pazienti anziani con cronicit&agrave; e comorbilit&agrave;: la gestione ed i costi della fibrillazione atriale (FA)<br></span><br>L&rsquo;epidemiologia dell&rsquo;invecchiamento della popolazione italiana, caratterizzata dalla riduzione delle nascite, dall&rsquo;aumento progressivo dell&rsquo;aspettativa di vita, e dal contestuale incremento delle cronicit&agrave; che impatta sulla qualit&agrave; della vita dei singoli e sul costo sociale derivante dalla non autosufficienza in tarda et&agrave;, &egrave; un dato di cui tener conto nella valutazione delle risorse da investire nella sanit&agrave; pubblica. Una popolazione che merita particolare attenzione &egrave; costituita dagli anziani &ldquo;fragili&rdquo;, ovvero quei milioni di italiani in et&agrave; avanzata o molto avanzata (grandi anziani) con gravi comorbilit&agrave;, a rischio di disabilit&agrave; e rapido deterioramento dello stato funzionale. L&rsquo;approccio terapeutico per questi pazienti (&gt;85-90 anni) deve essere basato su una valutazione multidimensionale che prenda in considerazione pi&ugrave; aspetti della persona, tra i quali lo stato funzionale, cognitivo e sociale, oltre a quello propriamente clinico.</p>
<p>La vera sfida dei prossimi anni sar&agrave; la gestione integrata e interdisciplinare delle malattie croniche dell&rsquo;anziano, una su tutte la Fibrillazione Atriale.<br>I costi di gestione della FA in Italia ammontano a circa 5000&euro; per paziente all&rsquo;anno. Circa il 96% dei pazienti affetti da FA &egrave; a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidit&agrave;. Il 20-30% di tutti i casi di ictus &egrave; attribuibile a questa aritmia, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l&rsquo;avanzare dell&rsquo;et&agrave;.<br>Il paziente con fibrillazione atriale ed ictus &egrave; ad alto rischio di recidiva ischemica ma nello stesso tempo &egrave; ad alto rischio di emorragia &ndash; soprattutto intracranica &ndash; pi&ugrave; frequente nel paziente anziano, perch&eacute; spesso questo presenta disabilit&agrave; residua con tendenza alle cadute, patologie legate al decadimento cognitivo o possibili interazioni farmacologiche dovute all&rsquo;assunzione di pi&ugrave; medicinali, con problematiche che interessano anche l&rsquo;aderenza terapeutica. Lo specialista si trova a dover considerare tutti questi fattori prima di prescrivere un trattamento con anticoagulanti orali per la prevenzione secondaria dell&rsquo;ictus.</p>
<p>L&rsquo;innovazione farmaceutica e tecnologica procede proprio in questo senso, per offrire a questa categoria di pazienti una terapia pi&ugrave; appropriata e sicura, quindi pi&ugrave; efficace ed efficiente, per ridurre l&rsquo;incidenza di ictus con un notevole vantaggio economico e sociale, ridurre gli episodi acuti e le ospedalizzazioni, limitando al contempo i costi sociali ed economici indiretti, come quelli che gravano sull&rsquo;assistenza e sul caregiver.&nbsp;<em>&ldquo;Il progresso della ricerca scientifica e farmacologica ci consente oggi di vivere pi&ugrave; a lungo, e non possiamo permettere che questo straordinario successo della scienza diventi un peso sociale, sanitario o economico. &Egrave; per questo che Daiichi Sankyo si impegna da sempre a migliorare la qualit&agrave; e non solo la durata della vita dei pazienti, anche di quelli pi&ugrave; fragili e anziani. Un impegno che investe tutti gli ambiti, non solo quello scientifico e farmacologico.</em>&nbsp;&ndash; ha commentato&nbsp;<span>Massimo Grandi</span>, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia &ndash;<em>&nbsp;Siamo quindi particolarmente felici di sostenere le importanti attivit&agrave; di ONDA, e questo evento &egrave; solo il primo di una lunga serie di iniziative in ambito istituzionale, civile e culturale, a cui parteciperemo per promuovere l&rsquo;invecchiamento attivo e contribuire ad affrontare questa nuova realt&agrave; non come problema, bens&igrave; come un&rsquo;opportunit&agrave; e una risorsa per l&rsquo;intera societ&agrave;.&rdquo;</em></p>
<p><span>&ldquo;Terapie digitali&rdquo; a supporto del paziente anziano e dell&rsquo;aderenza terapeutica</span></p>
<p>Oggi si contano oltre 250.000 app che interessano la salute, e tra queste numerose sono le soluzioni studiate specificatamente per gli anziani e per facilitare il lavoro di chi se ne prende cura: sensori e braccialetti intelligenti che monitorano la postura e identificano eventuali cadute, sistemi automatici di identificazione di possibili nuove patologie o di monitoraggio di quelle in corso, app per smarthphone e tablet che favoriscono una maggiore aderenza al trattamento farmacologico, e sistemi che fanno uso della gamification per favorire la riabilitazione. Nuove soluzioni, come le terapie digitali &ndash; strumenti software in grado di somministrare terapie comportamentali a fini di prevenzione o cura &ndash; promettono inoltre significativi cambiamenti nell&rsquo;assistenza a pazienti non pi&ugrave; autosufficienti e con bisogni di cura a lungo termine, soprattutto per caregiver familiari che spesso non sono adeguatamente preparati. In particolare, i dispositivi mobili, grazie alla loro ampia diffusione e maggior semplicit&agrave; di utilizzo rispetto ai personal computer, aiutano l&rsquo;impostazione e la pianificazione della terapia farmacologica, fungono da promemoria, e permettono di accedere rapidamente a contenuti formativi e informativi sulla salute e sulle diverse patologie, e di comunicare a distanza con altri familiari coinvolti nella cura o con gli operatori sanitari.<br>Tuttavia, affinch&eacute; tali strumenti possano trovare una reale applicazione &egrave; necessaria una validazione scientifica, ad oggi ancora carente, mediante la conduzione di sperimentazioni cliniche che facciano uso di una metodologia di ricerca rigorosa.</p>
<p><span>Invecchiamento, fragilit&agrave;, decadimento cognitivo: il difficile ruolo del caregiver, che nell&rsquo;86% dei casi &egrave; donna</span></p>
<p>Secondo l&rsquo;ultima analisi dell&rsquo;Istat, che fa riferimento solo alle forme di assistenza fornite per problemi circoscritti a salute e invecchiamento, in media il 17.4% della popolazione, pari ad oltre 8.5 milioni di italiani, &egrave; caregiver: un esercito silenzioso di persone, spesso anch&rsquo;esse anziane, rappresentato per la maggior parte da donne. L&rsquo;indagine Ipsos-Farmindustria del 2018 ha documentato come quasi 9 donne su 10 del campione intervistato ricoprano questo ruolo con diversi gradi di intensit&agrave;, in un terzo dei casi senza aiuti e con un alto tasso di insoddisfazione a causa delle difficolt&agrave; a conciliare questo compito con le necessit&agrave; della famiglia, i propri spazi e interessi personali nonch&eacute; gli impegni professionali. L&rsquo;associazione del ruolo di caregiver al genere femminile affonda le proprie radici in un retaggio culturale e in un contesto sociale fortemente connotato nel nostro Paese, anche se sono sempre pi&ugrave; numerosi gli uomini che affiancano le proprie partner o che sono in prima linea. Ci&ograve; che cambia &egrave; l&rsquo;approccio verso il malato: l&rsquo;uomo ha un atteggiamento pi&ugrave; pragmatico teso alla risoluzione dei problemi, mentre la donna &egrave; pi&ugrave; emotiva ed empatica.</p>
<p>Indipendentemente dal genere di appartenenza, il ruolo di caregiver rappresenta un compito ad alto &ldquo;costo&rdquo;, considerato il peso dell&rsquo;impegno e della responsabilit&agrave; che inevitabilmente si ripercuote sulla salute fisica e psichica e sulla quotidianit&agrave;, investendo le relazioni affettive, la vita sociale e la sfera lavorativa, un carico pesante, gravato dalla difficolt&agrave; di conciliarlo con emozioni come il senso di inadeguatezza o di colpa, la solitudine, la rabbia. Diverse ricerche hanno evidenziato come ci&ograve; porti spesso il caregiver a trascurare la propria salute, fino a sviluppare la sindrome del burnout, uno stato di esaurimento emotivo, che pu&ograve; portarlo perfino ad avvertire un senso di fastidio nei confronti della persona assistita, che si aggrava nei casi in cui il paziente accudito &egrave; affetto da patologie come demenze e disturbi psichici, su cui a tutt&rsquo;oggi pesa uno stigma sociale.</p>
<p>Nella popolazione anziana ultrasessantacinquenne dei Paesi occidentali le malattie neurodegenerative rappresentano la quarta causa di morte; la loro diffusione &egrave; in costante crescita quale conseguenza dell&rsquo;allungamento dell&rsquo;aspettativa di vita. In Italia circa l&rsquo;80% delle persone colpite da demenza sono assistite a casa da familiari, i quali svolgono gratuitamente una preziosa attivit&agrave; di assistenza, attivit&agrave; non riconosciuta nel nostro Paese dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo. Esiste un Fondo dedicato, istituito con la legge di bilancio 2018 per &ldquo;la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell&rsquo;attivit&agrave; di cura non professionale del caregiver familiare&rdquo; ma, di fatto, le risorse non sono disponibili perch&eacute; manca una normativa a sostegno: ad oggi si attende ancora l&rsquo;esito dell&rsquo;iter parlamentare del testo unificato &ldquo;Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare&rdquo; che raccoglie le diverse proposte di legge.</p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2nMNObu" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p>
<p><span>Onda</span><br>Federica Rossi<br>Tel +39 02 29015286<br>f.rossi@ondaosservatorio.it</p>
<p><span>ONDA</span><br><em>Onda dal 2005 si propone come modello innovativo di attenzione alla salute femminile, declinando il proprio impegno nelle diverse fasi che caratterizzano la vita della donna, in tutte le fasce di et&agrave;. L&rsquo;obiettivo &egrave; di promuovere una cultura della salute di genere a livello istituzionale, sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale per garantire alle donne il diritto alla salute secondo principi di equit&agrave; e pari opportunit&agrave;. L&rsquo;Osservatorio ha creato oltre ai Bollini RosaArgento anche il network Bollini Rosa che conta 306 ospedali che prestano attenzione specifica alle patologie femminili.</em></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2nXSyej">http://bit.ly/2nXSyej</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79686/daiichi-sankyo-cancer-enterprise-wclc19-presenta-i-dati-di-ds1062</guid>
	<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 17:45:45 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79686/daiichi-sankyo-cancer-enterprise-wclc19-presenta-i-dati-di-ds1062</link>
	<title><![CDATA[Daiichi Sankyo Cancer Enterprise WCLC19, presenta i dati di DS-1062]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Daiichi Sankyo ha presentato i risultati di sicurezza e tollerabilit&agrave; del farmaco anticorpo-coniugato anti-TROP2 in pazienti con NSCLC a uno stato avanzato</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/09/daiichi-sankyo-ha-presentato-i-risultati-di-sicurezza-e-tollerabilitc3a0-del-farmaco-anticorpo-coniugato-anti-trop2.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "></p>
<p><em>Alla World Conference on Lung Cancer 2019, dopo la presentazione dei dati aggiornati sull&rsquo;ADC U3-1402, Daiichi Sankyo ha presentato promettenti risultati di tollerabilit&agrave; e sicurezza per il nuovo DS-1062, un farmaco anticorpo- coniugato anti-TROP2, in sperimentazione in pazienti non selezionati con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ad uno stato avanzato, non resecabile, che sono refrattari o hanno avuto recidive dopo il trattamento standard o per i quali non &egrave; disponibile alcun trattamento standard. Altre analisi dei biomarker hanno inoltre dimostrato una relazione tra il livello di espressione di TROP2 e la risposta del paziente.</em></p>
<p><em>Barcellona, 11 settembre 2019 &ndash;</em>&nbsp;Daiichi Sankyo ha presentato i risultati clinici aggiornati dello studio di fase I e nuove analisi biomarker per DS-1062, un farmaco anticorpo-coniugato anti-TROP2, in sperimentazione in 52 pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ad uno stato avanzato, non resecabile, pesantemente pre-trattati. I dati sono stati presentati in una mini sessione orale alla Conferenza mondiale IASLC 2019 sul cancro al polmone (# WCLC19) in corso a Barcellona ((<span>Abstract #3854</span>)).</p>
<p>Il TROP2 (trophoblast cell-surface antigen 2, antigene 2 della superficie cellulare dei trofoblasti) &egrave; una glicoproteina transmembrana che si esprime a livelli elevati in molti tumori solidi, incluso il carcinoma polmonare non a piccole cellule. I ricercatori hanno riconosciuto il TROP2 come promettente target molecolare per lo sviluppo di terapie in vari tipi di tumori maligni, incluso il NSCLC. La sovraespressione di TROP2 &egrave; stata associata all&rsquo;aumento dell&rsquo;aggressivit&agrave; del cancro e alla riduzione della sopravvivenza in numerosi tumori. Uno studio ha identificato un&rsquo;alta espressione di TROP2 nel 64% degli adenocarcinomi non a piccole cellule e nel 75% dei carcinomi squamosi non a piccole cellule. Attualmente non &egrave; approvata alcuna terapia mirata anti-TROP2 per il NSCLC n&eacute; per altri tipi di cancro.</p>
<p>DS-1062 &egrave; stato progettato utilizzando la tecnica DXd di Daiichi Sankyo per indirizzare e veicolare la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule tumorali che esprimono TROP2 come antigene della superficie cellulare. La tecnica DXd offre la flessibilit&agrave; per adattare il rapporto farmaco-anticorpo (DAR) o il numero di molecole DXd coniugate per anticorpo. Studi preclinici hanno dimostrato che il DS-1062 si lega selettivamente al recettore TROP2 sulla superficie di una cellula tumorale. L&rsquo;intento &egrave; quello di veicolare il DS-1062 all&rsquo;interno della cellula cancerosa dove gli enzimi lisosomiali scindono il legante a base tetrapeptidica, rilasciando il carico farmacologico DXd.</p>
<p>I risultati di efficacia aggiornati per 46 pazienti valutabili che hanno ricevuto DS-1062 a una delle otto dosi sperimentate (da 0,27 mg/kg a 10,0 mg/kg) hanno mostrato 12 risposte parziali (10 confermate, 2 precoci) osservate in modo dose-dipendente. Cinque delle risposte parziali confermate sono state osservate in sette pazienti (71,4%) trattati con DS-1062 a 8 mg/kg, la dose raccomandata per l&rsquo;estensione. Gli altri due pazienti che hanno ricevuto la dose di 8 mg/kg hanno manifestato una malattia stabile e sei di questi sette pazienti stanno proseguendo la sperimentazione. I soggetti avevano ricevuto trattamenti precedenti tra cui inibitori del checkpoint immunitario (86,5%), inibitori dell&rsquo;EGFR e inibitori dell&rsquo;ALK. Trentacinque pazienti erano nello studio al 20 agosto 2019.</p>
<p>Trentacinque pazienti erano valutabili per l&rsquo;espressione di TROP2 mediante analisi immunoistochimica (IHC). L&rsquo;espressione di TROP2 &egrave; risultata pi&ugrave; elevata nei pazienti che hanno manifestato una risposta parziale. L&rsquo;analisi genica ha suggerito che l&rsquo;espressione di SLFN11, precedentemente associata alla risposta agli inibitori della topoimerasi I, &egrave; stata pi&ugrave; elevata nei pazienti con riduzione del tumore. Inoltre, i dati hanno mostrato una diminuzione del cfDNA nei pazienti che hanno manifestato una risposta parziale e una malattia stabile.</p>
<p><em>&ldquo;Sono necessarie nuove opzioni terapeutiche per aiutare i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule ad uno stadio avanzato che continua a progredire se trattato con terapie standard, e questi risultati con DS-1062 in soggetti fortemente pretrattati sono incoraggianti&rdquo;,</em>&nbsp;ha spiegato,&nbsp;<span>Rebecca S. Heist</span>, MD, MPH, oncologo medico al Massachusetts General Hospital, professore associato di medicina all&rsquo;Harvard Medical School e sperimentatrice dello studio &ndash;<em>&nbsp;Continuiamo a osservare ulteriori risposte parziali a dosi pi&ugrave; elevate, e ulteriori studi in pi&ugrave; pazienti trattati con la dose di espansione raccomandata aiuteranno a valutare ancora meglio il potenziale anti-TROP2 di DS-1062 nel carcinoma polmonare non a piccole cellule.&rdquo;</em></p>
<p>I dati aggiornati al 3 luglio 2019 su 52 pazienti valutabili per la sicurezza, hanno mostrato che DS-1062 era ben tollerato in dosaggi fino a 8 mg/kg, dose massima tollerata e dose raccomandata per l&rsquo;estensione. Gli eventi avversi pi&ugrave; comuni durante il trattamento (di qualsiasi grado, verificatesi nel &ge; 30% dei pazienti) includevano spossatezza (36,5%) e nausea (36,5%). Ventidue pazienti (42,3%) hanno manifestato almeno un evento avverso di grado &ge;3 durante il trattamento. Tossicit&agrave; dose-limitanti si sono verificate in due pazienti al dosaggio di 10 mg/kg (un&rsquo;infiammazione della mucosa e una stomatite) e in un paziente al dosaggio di 6 mg/kg (rash maculopapulare). Il verificarsi di eventi avversi ha portato all&rsquo;interruzione del trattamento in due pazienti (3,8%). Eventi avversi gravi sono stati riportati in 14 pazienti (26,9%) indipendentemente dal rapporto di causalit&agrave;. Un paziente (1,9%) con progressione della malattia trattato con la dose di 6 mg/kg ha sviluppato un evento avverso polmonare di particolare interesse (insufficienza respiratoria, grado V). Ogni evento polmonare sospettato di essere malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite &egrave; considerato evento avverso di particolare interesse ed &egrave; valutato da un comitato indipendente. Questo caso &egrave; stato stabilito non essere malattia polmonare interstiziale. Quattro potenziali casi di ILD sono stati segnalati dopo il cut-off dei dati e sono in attesa di giudizio: una polmonite di grado II [6 mg/kg], una bronchiolite di grado II [8 mg/kg], una polmonite di grado II [8 mg/kg] e un&rsquo;insufficienza respiratoria di grado V in un paziente con progressione della malattia [8 mg/kg].</p>
<p><em>&ldquo;Questi risultati indicano DS-1062 come potenziale terapia anti-TROP2 nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, e rimarcano ulteriormente la forza e la flessibilit&agrave; della nostra piattaforma ADC DXd, che consente a ciascuno dei nostri farmaci anticorpo-coniugati di essere progettato su misura per fornire potenzialmente un equilibrio ottimale tra sicurezza ed efficacia</em>&nbsp;&ndash; ha dichiarato il ricercatore&nbsp;<span>Eric Slosberg,</span>&nbsp;Capo del Global Translational Development, Oncology Research and Development di Daiichi Sankyo.<em>&nbsp;&ndash; Mentre lo studio prosegue, continueremo con la nostra ricerca traslazionale per aiutare a scoprire i fattori che contribuiscono alla risposta del paziente e ad identificare i pazienti che hanno maggiori probabilit&agrave; di rispondere al DS-1062.&rdquo;</em></p>
<p><span>Lo studio</span><br>Lo studio di fase I, in aperto, primo sull&rsquo;uomo, sta valutando la sicurezza e la tollerabilit&agrave; di DS-1062 in pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato, non resecabile, che sono refrattari o che hanno avuto recidive a seguito dei trattamenti standard o per i quali non sono disponibili tali trattamenti. La prima parte dello studio (sull&rsquo;aumento del dosaggio) valuta la sicurezza e la tollerabilit&agrave; di dosi crescenti di DS-1062, al fine di determinare la dose massima tollerata e la dose raccomandata per l&rsquo;estensione. La seconda parte dello studio (sull&rsquo;estensione del dosaggio) valuter&agrave; la sicurezza e la tollerabilit&agrave; di DS-1062 alla dose raccomandata per l&rsquo;estensione e arruoler&agrave; altri 40 pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato. Gli endpoint dello studio includono sicurezza, farmacocinetica, percentuale di risposta obiettiva, durata della risposta, percentuale di controllo della malattia, tempo di risposta, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale, analisi dei biomarker e immunogenicit&agrave;. Lo studio attualmente sta arruolando pazienti con NSCLC ad uno stadio avanzato, non resecabile, negli Stati Uniti e in Giappone. Per ulteriori informazioni sullo studio, visita&nbsp;<span>ClinicalTrials.gov</span>.</p>
<p><span>I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)</span><br>Il carcinoma polmonare &egrave; il cancro pi&ugrave; comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti. La maggior parte dei tumori al polmone sono diagnosticati solo allo stadio avanzato o metastatico. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce circa l&rsquo;80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Nel decennio scorso, l&rsquo;introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint, ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC ad uno stadio avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro in cui il cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci terapeutici.</p>
<p><span>DS-1062</span><br>Incluso nel Franchise sperimentale sui Farmaci Anticorpo-Coniugati di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise, DS-1062 &egrave; un ADC anti-TROP2 in fase di sperimentazione. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica (&ldquo;carico farmacologico&rdquo;) alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l&rsquo;impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, DS-1062 &egrave; composto da un anticorpo monoclonale anti-TROP2 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso &egrave; disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule neoplastiche e ridurre cos&igrave; l&rsquo;esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.<br>DS-1062 &egrave; uno dei tre ADC di Daiichi Ssnkyo in fase di sviluppo clinico per l&rsquo;NSCLC, insieme a U3-1402 e [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), quest&rsquo;ultimo sviluppato a livello globale in partnership con AstraZeneca con cui sar&agrave; commercializzato. DS-1062, U3-1402 e DS-8201 sono in fase di sperimentazione e non sono ancora stati approvati per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2k9AYCE" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2m5hMXh">http://bit.ly/2m5hMXh</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/bookmarks/view/79685/adc-u31402-daiichi-sankyo-ha-presentato-i-risultati-allo-iaslc-2019</guid>
	<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 18:57:43 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/bookmarks/view/79685/adc-u31402-daiichi-sankyo-ha-presentato-i-risultati-allo-iaslc-2019</link>
	<title><![CDATA[ADC U3-1402: Daiichi Sankyo ha presentato i risultati allo IASLC 2019]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Studio di fase I su U3-1402: il farmaco anticorpo-coniugato (ADC) anti HER3 ha comportato una riduzione nelle dimensioni del tumore in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con EGFR mutato</em></p>
<p><em><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2019/09/daiichi-sankyo-presenta-i-risultati-del-farmaco-u3-1402-nel-trattamento-di-nsclc.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px; "><br></em></p>
<p>Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) costituisce circa l&rsquo;80-85% di tutti i carcinomi al polmone, &egrave; il cancro pi&ugrave; comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti.</p>
<p><em>Barcellona, 10 settembre 2019</em>&nbsp;&ndash; Daiichi Sankyo ha presentato oggi, in una sessione orale allo IASLC 2019 World Conference on Lung Cancer (#WCLC19) in corso a Barcellona, i dati aggiornati dello studio di fase I su U3-1402, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) anti HER3 in sperimentazione in 30 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico, con mutazione EGFR e resistente agli inibitori tirosin-chinasici. I risultati aggiornati di efficacia per 26 pazienti che hanno ricevuto U3-1402 in una delle quattro coorti di dosaggio e che hanno avuto una valutazione del tumore al basale e almeno una post-basale, dimostrano sei risposte parziali confermate in tre livelli di dosaggio. Una riduzione nelle dimensioni del tumore &egrave; stata osservata in 22 pazienti in tutto il range di dosi, con un cambiamento medio migliore di -25,7% [range da -82,6% a 13,3%]. Sono state riportate risposte in pazienti con o senza anamnesi di metastasi al sistema nervoso centrale.</p>
<p>U3-1402 &egrave; un farmaco anticorpo-coniugato che ha il potenziale per essere una terapia &ldquo;first-in-class&rdquo; contro l&rsquo;HER3. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l&rsquo;impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, U3-1402 &egrave; composto da un anticorpo anti-HER3 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso &egrave; disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule neoplastiche, e ridurre cos&igrave; l&rsquo;esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.</p>
<p>Tutti i 30 pazienti arruolati nel trial erano stati sottoposti ad un precedente trattamento a base di inibitori tirosin-chinasici (TKI) dell&rsquo;EGFR, inclusi 28 (93%) trattati con osimertinib. 15 pazienti (50%) avevano anche ricevuto precedente chemioterapia. Il follow-up medio &egrave; stato di 4,5 mesi. Al 3 maggio 2019, momento dell&rsquo;estrazione dei dati, un totale di 17 pazienti &egrave; rimasto in trattamento.</p>
<p>Le analisi dell&rsquo;NGS (Next-generation sequencing) e del cfDNA hanno rivelato la presenza di meccanismi di resistenza multipli alle precedenti terapie TKI dell&rsquo;EGFR in pazienti che avevano sperimentato risposte parziali e riduzione del tumore mentre erano in trattamento con U3- 1402. Tre pazienti con risposta parziale confermata hanno mostrato le mutazioni T790M, che &egrave; il target di osimertinib, e C797S, che &egrave; associata alla resistenza a osimertinib. Inoltre, nell&rsquo;analisi retrospettiva immunoistochimica (IHC) (n=25), tutti i tumori valutabili hanno mostrato un&rsquo;espressione HER3 a vari livelli.</p>
<p><em>&ldquo;Man mano che aumenta il numero dei pazienti trattati, i risultati continuano a dimostrare un&rsquo;attivit&agrave; di U3-1402, incluse le attuali risposte parziali confermate in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico con EGFR mutante, che non rispondono pi&ugrave; alla terapia a base di inibitori tirosin-chinasici anti-EGFR.&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato&nbsp;<span>Helena Yu</span>, medico oncologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center e sperimentatrice del trial &ndash;<em>&nbsp;Questi dati suggeriscono che mirare all&rsquo;HER3 con U3-1402 pu&ograve; essere una strategia terapeutica efficace, a prescindere dai meccanismi di resistenza individuati nei setting di resistenza agli inibitori tirosin-chinasici dell&rsquo;EGFR, che richiedono nuovi trattamenti di precisione&rdquo;.</em></p>
<p>I dati di sicurezza preliminari su 30 pazienti che hanno ricevuto l&rsquo;ADC U3-1402 ad uno dei quattro dosaggi, hanno evidenziato un profilo di sicurezza maneggevole per una esposizione al trattamento media di 3,2 mesi. La dose raccomandata per l&rsquo;estensione &egrave; stata stabilita a 5,6 mg/kg. I pi&ugrave; comuni eventi avversi osservati durante il trattamento, ad ogni grado, si sono verificati nel &ge;30% di pazienti, e includevano nausea (63,3%), spossatezza (43,3%), vomito (36,7%) diminuzione del numero delle piastrine (30%). Uno di questi eventi di grado &ge;3 si &egrave; verificato in pi&ugrave; del 10% di pazienti (diminuzione del numero delle piastrine, 20%). Le seguenti tossicit&agrave; dose-limitanti sono state osservate in 4 pazienti: diminuzione del numero delle piastrine di grado IV e neutropenia febbrile di grado III. Un paziente ha riportato un evento avverso associato all&rsquo;interruzione del trattamento (3,3%). In nove pazienti (30%) si &egrave; verificato un evento avverso serio durante il trattamento, a prescindere dal rapporto di causalit&agrave;. In quattro pazienti (13,3%) gli eventi avversi erano correlati al trattamento in studio.</p>
<p><em>&ldquo;L&rsquo;HER3 &egrave; frequentemente sovra espresso nel carcinoma polmonare non a piccolo cellule cos&igrave; come in altri tipi di tumori solidi, ma non ci sono ancora terapie mirate anti-HER3 per l&rsquo;NSCLC o altri tumori&nbsp;</em>&ndash; ha dichiarato&nbsp;<span>Dalila Sellami</span>, MD, Vice Presidente e Global Team Leader U3-1402, Global Oncology Research and Development di Daiichi Sankyo.-<em>&nbsp;U3-1402 &egrave; un potenziale ADC di prima classe progettato per veicolare il trattamento direttamente ai tumori che esprimono HER3 e, in base a questi risultati, arriveremo all&rsquo;espansione della dose e amplieremo lo scopo del trial per includere pazienti con NSCLC squamoso o non-squamoso&rdquo;.</em></p>
<p>&mdash;&mdash;&mdash;&ndash;<br><span>I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)</span><br>Il carcinoma polmonare &egrave; il cancro pi&ugrave; comune al mondo e la principale causa di morte per cancro; nel 2018 sono stati osservati circa 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,8 milioni di morti. La maggior parte dei tumori al polmone sono diagnosticati solo allo stadio avanzato o metastatico. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) corrisponde a circa l&rsquo;80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Nel decennio scorso, l&rsquo;introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint, ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro in cui il cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci terapeutici.</p>
<p>La mutazione EGFR &egrave; un target oncogenico consolidato per la gestione del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato e con EGFR mutato, la terapia mirata con gli inibitori tirosin-chinasici dell&rsquo;EGFR offrono percentuali di risposta e sopravvivenza libera da progressione pi&ugrave; elevate rispetto alla chemioterapia. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti alla fine sviluppa una resistenza a questi farmaci, e da quel momento le opzioni di trattamento diventano pi&ugrave; limitate. La resistenza clinica agli inibitori tirosin-chinasici dell&rsquo;EGFR &egrave; stata correlata a meccanismi genetici multipli e, in molti casi, la causa ad essa soggiacente rimane sconosciuta. Allo stesso tempo, la maggior parte degli NSCLC con EGFR mutante mostra diversi livelli di espressione dell&rsquo;HER3.<br>L&rsquo;HER3 &egrave; un membro della famiglia dei recettori tirosin-chinasici del fattore di crescita dell&rsquo;epidermide umana (EGFR), che sono associati ad una crescita cellulare anormale L&rsquo;espressione di HER3 &egrave; stata associata ad un aumento delle metastasi e a ridotta sopravvivenza nei pazienti con NSCLC, e si presenta con una frequenza del 75%. L&rsquo;HER3 &egrave; sovra espresso in molti tipi di cancro. Recentemente i ricercatori hanno riconosciuto il potenziale dell&rsquo;HER3 come target terapeutico, ma attualmente nessun agente anti-HER3 &egrave; approvato per il carcinoma polmonare non a piccole cellule o altri tipi di cancro.</p>
<p><span>Lo studio</span><br>Lo Studio globale in due parti in aperto di Fase I sta arruolando pazienti affetti da NSCLC con mutazione EGFR, metastatico o non resecabile, progredito nonostante la terapia a base di inibitore della tirosin-chinasi. La prima parte dello studio include pazienti che hanno presentato progressione della malattia con erlotinib, gefitinib, dacomitinib o afatinib e sono risultati negativi al test per la mutazione del T790M, oppure con osimertinib indipendentemente dallo status del T790M.</p>
<p>Gli obiettivi primari dello studio sono quelli di valutare la sicurezza e la tollerabilit&agrave; di U3-1402. Gli obiettivi secondari sono la valutazione preliminare dell&rsquo;efficacia, misurando l&rsquo;attivit&agrave; antitumorale di U3-1402 e la caratterizzazione della sua farmacocinetica.</p>
<p>La prima parte dello studio (sull&rsquo;aumento del dosaggio) valuta U3-1402 a quattro dosi (da 3,2 mg/kg a 6.4 mg/kg) al fine di determinare la dose raccomandata per l&rsquo;estensione. La seconda parte (sull&rsquo;estensione del dosaggio) valuter&agrave; U3-1402 alla dose raccomandata per l&rsquo;estensione di 5,6 mg/kg, e includer&agrave; un&rsquo;ulteriore coorte di pazienti con NSCLC metastatico squamoso o non-squamoso senza mutazione EGFR, la cui malattia &egrave; progredita dopo la chemioterapia e i regimi terapeutici con anticorpi anti &ndash;PDL1. Si stima che saranno arruolati pi&ugrave; di 100 pazienti in circa 17 centri nel mondo. Per ulteriori info:&nbsp;<span>ClinicalTrials.gov</span>.</p>
<p><span>Il farmaco anticorpo-coniugato U3-1402</span><br>Incluso nel Franchise sperimentale sui Farmaci Anticorpo-Coniugati di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise, U3-1402 &egrave; un ADC che ha il potenziale per essere una terapia &ldquo;first-in-class&rdquo; contro l&rsquo;HER3. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che veicolano una chemioterapia citotossica (&ldquo;carico farmacologico&rdquo;) alle cellule neoplastiche mediante un legante su di un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l&rsquo;impiego della tecnica DXd di Daiichi Sankyo, U3-1402 &egrave; composto da un anticorpo anti-HER3 umanizzato legato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso &egrave; disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all&rsquo;interno delle cellule neoplastiche e ridurre cos&igrave; l&rsquo;esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.</p>
<p>U3-1402 &egrave; una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>U3-1402 &egrave; uno dei tre ADC di Daiichi Sankyo in fase di sviluppo clinico per l&rsquo;NSCLC, insieme a DS-1062 e</span>&nbsp;[fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201) quest&rsquo;ultimo sviluppato a livello globale in partnership con AstraZeneca con cui sar&agrave; commercializzato. U3-1402 &egrave; in sperimentazione in uno studio di fase I/II su pazienti affetti da carcinoma mammario metastatico HER3 positivo.<br>U3-1402, DS-1062 e DS-8201 sono in fase di sperimentazione e non sono ancora stati approvati per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l&rsquo;efficacia non sono state ancora determinate.</p>
<p><span>Daiichi Sankyo Cancer Enterprise</span><br>La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell&rsquo;applicazione di conoscenze e capacit&agrave; innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L&rsquo;azienda &egrave; impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno &egrave; presente in tutte le sue attivit&agrave;.<br>L&rsquo; obiettivo &egrave; quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.<br>I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e &ldquo;small molecules&rdquo; in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&amp;S sulla struttura delle &ldquo;small molecules&rdquo;. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare&nbsp;<a href="http://www.dscancerenterprise.com/">http://www.DSCancerEnterprise.com</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="https://bit.ly/2kE3Bbg" target="_blank">Daiichi Sankyo Italia</a></p>
<p><span>Daiichi Sankyo</span><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&rdquo;, Daiichi Sankyo &egrave; impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.<br>Per maggiori informazioni visita il sito&nbsp;<a href="http://www.daiichi-sankyo.it/">http://www.daiichi-sankyo.it</a></p>
<p><span>Contatti</span><br><span>Daiichi Sankyo</span><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it</p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@gmail.com</p><p>URL del Link: <a href="https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/09/10/daiichi-sankyo-presenta-i-risultati-del-farmaco-u3-1402-nel-trattamento-di-nsclc/">https://20taskforceitaly.wordpress.com/2019/09/10/daiichi-sankyo-presenta-i-risultati-del-farmaco-u3-1402-nel-trattamento-di-nsclc/</a></p>]]></description>
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