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	<title><![CDATA[MSNI: Fibrillazione atriale, rischio di ictus più alto per i pazienti diabetici trattati con insulina]]></title>
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	<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 17:23:35 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Fibrillazione atriale, rischio di ictus più alto per i pazienti diabetici trattati con insulina]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Fibrillazione atriale, maggior rischio di ictus, se si &egrave; diabetici e trattati con insulina: sono alcuni dei dati di una sub-analisi dello studio PREFER in AF presentato al Congresso ESC a Roma.</em></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2016/08/congresso-esc-2016-a-roma.jpg?w=710" alt="Congresso ESC 2016 a Roma" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Roma, 29 agosto 2016&nbsp;</em>&ndash; Presentati al Congresso ESC (Societ&agrave; Europea di Cardiologia) in corso a Roma, i nuovi dati di una sotto analisi del Registro PREFER in AF (PREvention oF thromboembolic events&mdash;European Registry in Atrial Fibrillation), il registro pazienti europeo di Daiichi Sankyo, che analizza i gruppi di pazienti a rischio, i gap degli attuali trattamenti nella gestione della fibrillazione atriale nel contesto clinico del mondo reale, e i trend associati a pazienti con caratteristiche specifiche, inclusa la presenza di alcune comorbidit&agrave; che predispongono maggiormente a eventi trombotici.</p>
<p><strong>Fibrillazione atriale e diabete</strong><br>I dati del Registro, ad un anno di follow-up, rivelano che i pazienti affetti da fibrillazione atriale, che soffrono anche di diabete e sono trattati con insulina, corrono un rischio significativamente maggiore di essere colpiti da ictus o embolia sistemica, rispetto ai pazienti con FA senza diabete (5,2 % vs 1,9% rispettivamente; hazard ratio [ HR ] 2.89 , Intervallo di Confidenza [ CI ] 95 %; 1,67-5,02 ; p = 0,0002) e ai pazienti diabetici con FA ma non trattati con insulina (5,2 % vs 1,8%, rispettivamente; HR 2,96 ; 1,49-5,87; p= 0,0019). &Egrave; inoltre interessante notare che i pazienti diabetici non trattati con terapia insulinica hanno simile incidenza di eventi tromboembolici rispetto ai pazienti senza diabete (HR 0,97 ; 0,58-1,61 ; P = 0,9 ).</p>
<p><strong>Fibrillazione atriale e differenze di genere</strong><br>L&rsquo;acquisizione di dati ha consentito di identificare profili completi dei pazienti, confrontando caratteristiche specifiche come il genere, e altri importanti aspetti quali la scelta della terapia e gli esiti clinici. Il Registro ha dimostrato, ad esempio, che le donne sperimentano un maggior carico di sintomi rispetto agli uomini, anche se il trattamento con anticoagulanti orali &egrave; risultato simile in ambo i sessi. Inoltre, dopo un anno di follow-up, le donne hanno dimostrato il 65% in meno del rischio (corretto per et&agrave; e Paese di provenienza) di rivascolarizzazione coronarica (95% CI [0,22- 0,56]), il 40% in meno di rischio di sindrome coronarica acuta (0,38-0,93) e il 20% in meno di rischio di insufficienza cardiaca cronica/ frazione di eiezione del ventricolo sinistro ridotta (0,68- 0,96) rispetto agli uomini. Per lo stesso periodo esaminato non vi &egrave; alcuna prova, invece, che uomini e donne differiscano per rischio di ictus, attacco ischemico transitorio, eventi tromboembolici arteriosi ed eventi emorragici maggiori. Lo studio dunque ha fornito indicazioni sulle differenze di genere dei pazienti, e attraverso ulteriori indagini si potr&agrave; stabilire se queste possano essere utilizzate per migliorare prevenzione, trattamento e gestione della fibrillazione atriale.</p>
<p><em>&ldquo;La fibrillazione atriale &egrave; un notevole problema sanitario che comporta un elevato rischio di ictus per oltre sei milioni di malati in Europa</em>&nbsp;&ndash; ha commentato il dottor Giuseppe Patti, dell&rsquo;Universit&agrave; Campus Bio-Medico di Roma e principale autore dello studio &ndash;<em>&nbsp;E le informazioni che giungono da questo registro risultano molto utili nella pratica clinica, poich&eacute; la disponibilit&agrave; di dati robusti dal mondo reale sui pazienti a pi&ugrave; alto rischio di ictus o embolia sistemica potr&agrave; sicuramente contribuire ad individuare i casi in cui &egrave; necessario un trattamento ancora pi&ugrave; specifico per ridurre al minimo tali gravi esiti&rdquo;.</em></p>
<p><strong>I registri PREFER in AF</strong><br>Il registro PREFER in AF ha inizialmente arruolato 7.243 pazienti con fibrillazione atriale in 461 centri ubicati in Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Lo scopo dello studio era quello di fornire informazioni sulla prevenzione degli eventi tromboembolici come l&rsquo;ictus, in base alle caratteristiche e alla gestione dei pazienti affetti da fibrillazione atriale, insieme ad altre importanti considerazioni quali la qualit&agrave; della loro vita e la soddisfazione per il trattamento.</p>
<p>&Egrave; stato deciso di estendere il PREFER in AF per ottenere ulteriori approfondimenti sulla gestione della patologia e per aggiungere Belgio e Paesi Bassi alla lista delle nazioni coinvolte nello studio. I dati del prolungamento sono stati raccolti su un totale di 5.000 pazienti, distribuiti in 325 centri di nove Paesi europei.</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p><strong>Daiichi Sankyo</strong><br>Elisa Porchetti<br>Tel.+39 0685255-202<br>elisa.porchetti@<span>daiichi-sankyo.it</span></p>
<p>Valeria Carbone Basile<br>Tel: +39 339 1704748<br>valeria.carbonebasile@<span>gmail.com</span></p>
<p><strong>Daiichi Sankyo</strong><br>Daiichi Sankyo &egrave; un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con pi&ugrave; di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in pi&ugrave; di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredit&agrave; di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell&rsquo;ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una &ldquo;Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica&ldquo;, le attivit&agrave; di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l&rsquo;oncologia e l&rsquo;immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita il press portal&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://pressportal.lixiana.it/">https://pressportal.lixiana.it/</a>&nbsp;o il sito&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/">https://www.daiichi-sankyo.it</a><a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/"><br></a><br><strong>FONTE</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.daiichi-sankyo.it/media/notizie-in-europa/news-details/news/congresso-esc-2016-fibrillazione-atriale-rischio-di-ictus-piu-alto-per-i-pazienti-diabetici-trat/?tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;cHash=df2d12e3a3e18495d999ab8b2da9dc7e">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2byXBuF">https://bit.ly/2byXBuF</a></p>]]></description>
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