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Lucchese Pietro: Carbon Footprint, Gruppo Rem, sempre più green

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Sostenibilità, conclusa la fase di calcolo della Carbon Footprint. Gruppo Rem, agenzia specializzata in green consultancy prosegue il suo percorso verso una maggiore sostenibilità, calcolando la propria impronta di carbonio per il 2013 (anno base scelto dall’azienda per la rendicontazione delle emissioni) e si appresta a certificare i risultati. “Ora che abbiamo quantificato le nostre emissioni di CO2 - annuncia il Ceo Pietro Lucchese -, metteremo in atto alcune azioni mitigative”.

Gruppo REM, agenzia di comunicazione leader in Italia nel campo della “green consultancy”, ha calcolato la propria impronta di carbonio per il 2013 (anno base scelto dall’azienda per la rendicontazione delle emissioni) e si appresta a certificare i risultati.
“Ora che abbiamo quantificato le nostre emissioni di CO2 - annuncia il Ceo Pietro Lucchese -, metteremo in atto alcune azioni mitigative”.

Questo importante traguardo, che vede per la prima volta un’agenzia di comunicazione direttamente impegnata nel campo della lotta ai cambiamenti climatici, rappresenta il primo step dell’accordo volontario stipulato da Gruppo REM con il Ministero dell’Ambiente nell’ambito del Programma nazionale di valutazione dell’impronta ambientale.

Il processo responsabile del maggior contributo alla carbon footprint totale (60,244 tCO2eq, tonnellate di CO2 equivalenti) è quello dei consumi di energia elettrica da rete nazionale (49%), assieme al processo di trasporto a mezzo auto a gasolio utilizzate dai dipendenti del Gruppo REM durante le attività lavorative, che sommate arrivano al 40%.

I risultati di Gruppo Rem saranno certificati nel corso del mese di marzo dal Gruppo di Ricerca CESQA (Centro Studi Qualità Ambiente) operante all’interno del Dipartimento d’Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

Il calcolo è stato effettuato utilizzando il metodo di valutazione “IPCC 2013 GWP 100a”, che sfrutta un approccio basato sul fattore di emissione, dove le emissioni vengono calcolate moltiplicando i dati sulle attività per i relativi fattori di emissione. Questo metodo è stato scelto in quanto utilizzato dalle principali autorità in tema di cambiamenti climatici e presenta quindi uno standard riconosciuto in tema di quantificazione delle emissioni di GHG (gas a effetto serra). Le banche dati utilizzate per la realizzazione del modello sono totalmente Ecoinvent 3.

Le fasi del calcolo

Caratterizzata da un assetto societario unipersonale, il Gruppo REM ha sede a Udine, dove si trova l’unità immobiliare presso la quale avvengono le operazioni di organizzazione e coordinamento delle attività e dei servizi erogati. L’inventario è stato dunque sviluppato sulla sede aziendale dove il Gruppo REM ha il controllo operativo e finanziario.

Una volta definiti i confini organizzativi, sono stati identificati e studiati tutti i processi e le operazioni dell’azienda che possono dare origine a emissioni di GHG. Emissioni dirette, conteggiando quelle derivanti dai mezzi di trasporto di proprietà dell’azienda (comprese forme di leasing finanziario) utilizzati dai dipendenti impegnati nelle attività lavorative; emissioni indirette da consumi energetici: sono state considerate quelle derivanti dal consumo di corrente elettrica fornita da rete nazionale e impiegata per le attività svolte presso gli uffici (illuminazione, utilizzo di dispositivi elettronici, raffrescamento dei locali e riscaldamento per mezzo di termoconvettori elettrici).

Infine, sono state conteggiate le altre emissioni dirette, derivanti dall’utilizzo di mezzi di trasporto non di proprietà dell’azienda (come treni e aerei) da parte dei dipendenti impegnati nelle attività lavorative, dal consumo di materiale di cancelleria, dallo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Quantificazione delle emissioni di gas a effetto serra

Identificati i processi e le operazioni che danno origine alle emissioni di GHG, si è passati alla quantificazione dell’impatto che le attività del Gruppo REM hanno sul cambiamento climatico. La metodologia adottata si basa sulla raccolta dei dati di attività dei vari processi (es. kWh di energia elettrica) che sono poi moltiplicati per i diversi fattori di emissione, ovvero coefficienti moltiplicativi che traducono una determinata quantità di materia o energia in una quantità equivalente di gas serra.

Secondo quanto previsto dallo standard utilizzato come riferimento, la presente carbon footprint di organizzazione è stata contabilizzata per i principali gas a effetto serra (GHG): anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), (idrofluorocarburi) HFCs, (esafluoruro di zolfo) SF6, (perfluorocarburi) PFCs. In conformità agli standard internazionali in materia, la carbon footprint è stata espressa in grammi di CO2 equivalente.

I risultati finali della carbon footprint sono stati ottenuti sulla base di dati riferiti al 2013, in riferimento alle tre diverse categorie di emissione considerate: dirette 24,171 tCO2eq pari al 40%, indirette consumi energetici 29,686, pari al 49%; altre indirette 6,388, cioè il 11%; totali 60,244.

Primo responsabile: consumi energia elettrica

Come anticipato, il processo responsabile del maggior contributo alla carbon footprint totale è quello dei consumi di energia elettrica da rete nazionale (49%), insieme con il processo di trasporto a mezzo auto a gasolio utilizzate dai dipendenti del Gruppo REM durante le attività lavorative, che sommate arrivano al 40%.

I contributi maggiori alla categoria “altre emissioni indirette” sono apportati dai processi di trasporto aereo (47%) e di utilizzo di materiale di cancelleria (21%) costituito prevalentemente da materiale cartaceo e plastico.

In termini di tonnellate di CO2 equivalente, è stato rilevato che il gas anidride carbonica (CO2) è più significativo. La presenza di questo gas è legata ai processi di combustione del gasolio derivanti dal processo di trasporto a mezzo auto, e anche nelle emissioni indirette da consumi energetici l’anidride carbonica ha la maggiore incidenza.

FONTE: Gruppo Rem

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